Casa Jannacci a Milano, festa con Harari, musica e ospiti speciali
11/05/2026
La Casa dell’Accoglienza “Enzo Jannacci” di Milano ha aperto le porte alla città per un pomeriggio di festa dedicato all’arte, alla musica e all’incontro. La struttura comunale ha ospitato un appuntamento pubblico che ha unito il racconto fotografico degli ospiti, momenti musicali e presenze del mondo dello spettacolo, trasformando gli spazi dell’accoglienza in un luogo di partecipazione condivisa.
I nuovi ritratti donati da Guido Harari
Il pomeriggio si è aperto con l’inaugurazione della seconda tranche di ritratti degli ospiti realizzati e donati alla struttura dal fotografo Guido Harari. Un progetto che mette al centro i volti e le storie delle persone accolte, restituendo dignità, presenza e riconoscimento attraverso il linguaggio dell’immagine.
La scelta del ritratto assume un valore particolare in un luogo come la Casa Jannacci, dove l’accoglienza non riguarda soltanto la risposta a un bisogno materiale, ma anche la possibilità di ricostruire relazioni, identità e percorsi personali. Le fotografie diventano così parte integrante della vita della struttura, contribuendo a raccontare chi la abita e chi la attraversa.
L’iniziativa rafforza il rapporto tra arte e sociale, portando dentro uno spazio pubblico dedicato alla fragilità uno sguardo capace di riconoscere ogni persona nella sua individualità. Non un semplice allestimento, ma un gesto di attenzione verso storie che spesso restano ai margini del racconto urbano.
Musica e spettacolo negli spazi dell’accoglienza
Dopo l’inaugurazione dei ritratti, la festa è proseguita con un momento musicale che ha coinvolto diversi ospiti d’eccezione. Tra i protagonisti il Coro Amici della Nave, nato all’interno del carcere di San Vittore e diretto da Paolo Foschini, esperienza che unisce musica, espressione collettiva e percorsi di relazione.
Alla giornata hanno partecipato anche il duo comico Ale&Franz insieme a Fabrizio Palermo, Paolo Rossi, la cantante Chiamamifaro e la CPM Ultra Pop Band, accompagnata da Franco Mussida, fondatore e presidente del CPM Music Institute.
La presenza di artisti, musicisti e interpreti ha dato alla festa un carattere aperto e popolare, in linea con lo spirito della struttura intitolata a Enzo Jannacci, figura che ha saputo raccontare Milano partendo spesso dai suoi margini, dalle sue fragilità e dalle sue voci meno ascoltate.
Una struttura comunale aperta alla città
La Casa dell’Accoglienza “Enzo Jannacci” è uno dei luoghi simbolo del sistema milanese di accoglienza. L’apertura alla cittadinanza attraverso iniziative culturali e musicali consente di avvicinare la città a una realtà che svolge una funzione sociale quotidiana, fatta di ascolto, supporto e accompagnamento.
Il pomeriggio di festa ha permesso di superare idealmente la distanza tra interno ed esterno, tra ospiti, operatori, artisti e cittadini. Arte e musica hanno funzionato come strumenti di relazione, capaci di creare uno spazio comune in cui la struttura non viene percepita solo come luogo di servizio, ma come parte viva della comunità urbana.
L’iniziativa conferma il valore delle attività culturali nei percorsi di accoglienza. Attraverso ritratti, canti, parole e musica, la Casa Jannacci ha proposto un racconto diverso della fragilità: non centrato sull’emergenza, ma sulla possibilità di costruire legami, riconoscimento e partecipazione.
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Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia