Abi, Antonio Patuelli rieletto presidente dell’associazione
16/07/2026
Antonio Patuelli è stato rieletto presidente dell’Associazione bancaria italiana, confermando la propria guida dell’organizzazione che rappresenta il sistema creditizio nazionale. Nella relazione presentata all’assemblea dell’Abi, Patuelli ha posto al centro la solidità patrimoniale degli istituti, la riduzione del debito pubblico e il ruolo del credito nel sostenere investimenti, innovazione e crescita economica.
La rielezione è stata commentata anche dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha richiamato la necessità di mantenere un sistema bancario stabile, competitivo e vicino alle esigenze di famiglie e imprese. Per Sangalli, la solidità degli intermediari deve tradursi nella capacità di finanziare l’economia reale, con particolare attenzione alle aziende meritevoli che incontrano ostacoli nell’accesso ai prestiti.
Patuelli: banche sane per la stabilità finanziaria
Nel suo intervento, il presidente dell’Abi ha indicato in un debito pubblico contenuto e in banche patrimonialmente forti due condizioni necessarie per migliorare la stabilità finanziaria dell’Italia e rafforzare la fiducia degli investitori internazionali.
Patuelli ha inoltre richiamato le valutazioni espresse dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, secondo cui la solidità raggiunta dal settore bancario italiano costituisce un elemento di stabilità per il Paese. Il presidente dell’Abi ha collegato questo risultato alla possibilità di sostenere in maniera più efficace gli investimenti produttivi, la trasformazione digitale e l’adozione di nuove tecnologie.
Secondo la linea illustrata durante l’assemblea, gli istituti di credito sono chiamati a utilizzare la propria capacità finanziaria per accompagnare imprese e famiglie nelle decisioni di investimento, mantenendo al tempo stesso prudenza nella gestione dei rischi e adeguati livelli di capitale.
Credito alle imprese al centro dell’intervento di Sangalli
Carlo Sangalli ha condiviso la necessità di disporre di banche solide, soprattutto in una fase caratterizzata da instabilità geopolitica, rallentamento di alcuni mercati e aumento dell’incertezza economica. Una base patrimoniale adeguata, secondo il presidente di Confcommercio, consente agli istituti di sostenere con maggiore continuità il sistema produttivo.
Sangalli ha però evidenziato che la stabilità del settore deve essere accompagnata da un accesso effettivo ai finanziamenti. Numerose piccole e medie imprese, pur presentando progetti sostenibili e prospettive economiche valide, possono incontrare difficoltà nell’ottenere credito a causa di limiti informativi, valutazioni prudenziali o condizioni di mercato sfavorevoli.
Per affrontare queste situazioni, Confcommercio chiede di orientare con maggiore precisione gli strumenti di garanzia pubblica. L’obiettivo è facilitare i finanziamenti destinati alle aziende che dispongono dei requisiti economici necessari, ma non riescono a fornire garanzie sufficienti secondo i criteri ordinari degli istituti.
Garanzie pubbliche e investimenti produttivi
Il tema delle garanzie assume particolare rilievo per le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e della piccola manifattura, spesso caratterizzate da dimensioni ridotte e da una minore disponibilità di beni da offrire a copertura dei prestiti.
Un utilizzo più selettivo ed efficace delle risorse pubbliche potrebbe favorire progetti di digitalizzazione, riqualificazione delle attività, efficientamento energetico e apertura di nuove sedi. Gli interventi dovrebbero essere indirizzati verso investimenti capaci di generare occupazione, aumentare la produttività e migliorare la capacità competitiva delle aziende.
Il presidente di Confcommercio ha quindi richiamato il ruolo delle banche nella valutazione dei progetti imprenditoriali, auspicando un rapporto più stretto con il territorio e una maggiore attenzione alle caratteristiche economiche delle singole attività.
Il rapporto tra sistema bancario ed economia reale
La relazione di Patuelli e il commento di Sangalli convergono sulla necessità di collegare la solidità degli istituti alla crescita dell’economia reale. La stabilità patrimoniale permette alle banche di affrontare fasi di volatilità, ma il suo valore si misura anche nella capacità di sostenere consumi, investimenti e sviluppo delle imprese.
Il sistema creditizio italiano sarà chiamato nei prossimi anni ad accompagnare la transizione digitale ed energetica, finanziare l’innovazione e supportare le aziende che operano in mercati internazionali soggetti a rapidi cambiamenti.
Per Confcommercio, una rete bancaria competitiva e presente nei territori può contribuire a ridurre le difficoltà finanziarie delle imprese, purché i finanziamenti raggiungano anche le realtà economicamente valide che risultano penalizzate dai meccanismi ordinari del mercato del credito.
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Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia