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Welfare, 22 milioni per quattro poli nel Milanese

15/07/2026

Welfare, 22 milioni per quattro poli nel Milanese

Quattro Case di Comunità e due Ospedali di Comunità sono entrati pienamente nella rete sociosanitaria dell’area nord-occidentale della Città Metropolitana di Milano. Le strutture operative a Busto Garolfo, Cuggiono, Lainate e Rho sono state visitate dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso durante una giornata di sopralluoghi dedicata alla verifica dei servizi disponibili, dell’organizzazione sanitaria e del rispetto delle scadenze fissate per il consolidamento dell’assistenza territoriale.

I presidi fanno capo alle Aziende socio sanitarie territoriali Ovest Milanese e Rhodense. Il piano è stato sostenuto da un investimento complessivo vicino ai 22 milioni di euro, provenienti dal Pnrr, da cofinanziamenti di Regione Lombardia e da ulteriori risorse. Le opere e le attività risultano avviate entro il termine programmato di fine giugno 2026.

Cuggiono, servizi territoriali e 18 posti letto

La visita è partita dal presidio di Cuggiono, dove la riorganizzazione di alcuni padiglioni storici ha consentito di riunire nello stesso complesso una Casa di Comunità e un Ospedale di Comunità. L’obiettivo è garantire continuità tra visite, assistenza infermieristica, cure specialistiche, ricoveri brevi e ritorno protetto al domicilio.

Al piano rialzato è attiva la Casa di Comunità. Il Punto unico di accesso, gestito da infermieri e assistenti sociali, è aperto sei giorni alla settimana e orienta i cittadini verso i servizi più adatti alle loro necessità. Sono presenti anche la Centrale operativa territoriale, l’ambulatorio infermieristico, gli Infermieri di famiglia e comunità, la Continuità assistenziale per adulti e bambini e gli ambulatori di medicina specialistica.

La struttura ospita inoltre medici di assistenza primaria, psicologi delle cure primarie, terapisti occupazionali, dietisti e l’équipe dell’Unità di continuità assistenziale, incaricata di seguire a domicilio i pazienti con bisogni complessi.

Al primo piano si trova l’Ospedale di Comunità, dotato di 18 posti letto. Accoglie persone che non necessitano di un ricovero ospedaliero per patologie acute, ma hanno ancora bisogno di assistenza infermieristica, sorveglianza clinica o riabilitazione prima del ritorno a casa.

Busto Garolfo, una Casa di Comunità su tre piani

A Busto Garolfo la nuova Casa di Comunità di via XXIV Maggio 17 è stata realizzata attraverso l’ampliamento del precedente Centro socio sanitario. Il risultato è un edificio di tre livelli progettato secondo criteri di elevata efficienza energetica, con attività suddivise in base alla funzione assistenziale.

Al piano terra sono concentrati i servizi di accoglienza e di primo contatto: Cup, Punto unico di accesso aperto sei giorni su sette, punto prelievi, Continuità assistenziale, équipe mobile dell’Unità di continuità assistenziale e Centro vaccinale.

Il primo piano ospita gli ambulatori specialistici e infermieristici, insieme agli spazi destinati ai medici di assistenza primaria, ai pediatri di libera scelta, agli Infermieri di famiglia e comunità, allo psicologo, alla dietista e al terapista occupazionale. Al secondo piano operano invece i servizi di Assistenza domiciliare integrata e gli uffici dedicati alle attività sociali.

Per gli interventi realizzati nell’ambito dell’Asst Ovest Milanese, comprendenti i presidi di Cuggiono e Busto Garolfo, sono stati investiti circa 7,16 milioni di euro.

Lainate, medici presenti per dodici ore al giorno

La seconda parte del sopralluogo ha interessato l’Asst Rhodense, che ha ricevuto finanziamenti per circa 14,5 milioni di euro. La prima tappa è stata la Casa di Comunità di Lainate, in via Valsesia 22, entrata in funzione alla fine di maggio 2026.

La presenza medica è garantita per dodici ore al giorno, cinque giorni alla settimana, attraverso il coordinamento tra Continuità assistenziale e Ambulatorio medico territoriale. L’accesso è libero dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20. Nella medesima fascia oraria, dal lunedì al sabato, è disponibile il personale infermieristico.

Nel presidio sono attivi il punto prelievi, lo screening ginecologico, uno sportello psicologico ad accesso diretto per gli adulti, il Cup e il servizio di scelta e revoca del medico. L’offerta specialistica comprende Cardiologia, Neurologia, Pneumologia, Gastroenterologia, Endocrinologia, Fisiatria, Ortopedia e Chirurgia generale.

Gli Infermieri di famiglia coordinano inoltre progetti di assistenza domiciliare avanzata rivolti ai pazienti che, per condizioni cliniche o difficoltà negli spostamenti, devono essere seguiti direttamente nella propria abitazione.

Passirana, assistenza medica continua e 37 posti

L’ultima tappa ha riguardato il polo di Passirana, frazione di Rho, dove Casa e Ospedale di Comunità operano nella sede di via Settembrini 1. La Casa di Comunità garantisce la presenza medica nell’arco delle 24 ore e quella infermieristica tutti i giorni, dalle 8 alle 20.

I cittadini possono accedere al Cup, al servizio di scelta e revoca, al punto prelievi, allo sportello psicologico, agli screening ginecologici e all’ambulatorio vaccinale. Gli ambulatori specialistici coprono Cardiologia, Neurologia, Nefrologia, Pneumologia, Geriatria, Endocrinologia e Diabetologia, oltre all’Urologia.

Nella struttura opera anche l’Unità di continuità assistenziale, un’équipe mobile distrettuale incaricata di gestire a domicilio persone fragili e casi sanitari complessi.

L’Ospedale di Comunità dispone di 37 posti letto ed è destinato a degenze brevi, normalmente comprese tra sette e venti giorni. Accoglie pazienti dimessi dai reparti per acuti che devono proseguire un percorso infermieristico o riabilitativo a bassa intensità clinica. Il coordinamento con la Centrale operativa territoriale permette di organizzare le dimissioni protette e il successivo rientro nell’abitazione.

Bertolaso: presidi attivi per fragili e malati cronici

Secondo l’assessore Bertolaso, le visite hanno confermato la piena operatività delle strutture e il rispetto dei tempi previsti. I poli sono chiamati a diventare punti di riferimento per i cittadini del Legnanese, del Castanese e del Rhodense, mettendo in relazione medici di medicina generale, specialisti, infermieri, psicologi e assistenti sociali.

Il modello punta a seguire la persona lungo l’intero percorso assistenziale, con particolare attenzione ai pazienti fragili, cronici o appena dimessi dall’ospedale. Le strutture territoriali dovrebbero anche ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, offrendo risposte sanitarie intermedie e servizi più vicini al luogo di residenza.

L’assessore ha inoltre ricordato l’attivazione di punti di accoglienza dedicati all’emergenza caldo negli ospedali e nelle Case di Comunità, destinati a sostenere la popolazione durante le giornate caratterizzate dalle temperature più elevate.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to