Telemarketing, AssoCall all’Antitrust sul DDL Concorrenza
15/07/2026
AssoCall Confcommercio e altre sei organizzazioni hanno depositato una segnalazione congiunta all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, chiedendo un intervento urgente sulle norme che regolano le vendite telefoniche. Al centro dell’iniziativa c’è la possibile estensione al settore delle telecomunicazioni del regime previsto dall’articolo 51 del Codice del consumo per i contratti di energia e gas, introdotto attraverso il Decreto Bollette. Una prospettiva contenuta nella bozza del DDL Concorrenza 2026, attesa all’esame del Consiglio dei ministri.
La richiesta di verifica sugli effetti per il mercato
La segnalazione è stata sottoscritta, insieme ad AssoCall Confcommercio, da Assoutenti, Codacons, Federazione iConsumatori, Movimento Difesa del Cittadino APS, Associazione URT e Federazione Nazionale UGL Terziario. Le organizzazioni chiedono all’Antitrust di verificare se la disciplina applicata alle promozioni telefoniche di energia e gas possa limitare la concorrenza, penalizzando le imprese regolari, gli intermediari e gli operatori che tentano di entrare nel mercato.
Secondo i firmatari, le restrizioni previste non sarebbero sufficienti a contrastare le telefonate effettuate da soggetti abusivi, spesso riconducibili a numerazioni false, non identificabili oppure impossibili da richiamare. Gli obblighi introdotti, invece, finirebbero per gravare soprattutto sulle aziende che operano nel rispetto delle regole, con procedure tracciabili e personale regolarmente assunto.
Offerte alternative e contratti telefonici
Le associazioni individuano tre principali conseguenze dell’attuale formulazione dell’articolo 51. La prima riguarda la possibilità, per i consumatori, di ricevere e confrontare proposte commerciali alternative. La seconda interessa il rafforzamento degli operatori che dispongono già di una vasta base di clienti. La terza coinvolge nuovi concorrenti e intermediari autorizzati, che potrebbero incontrare maggiori ostacoli nell’accesso al mercato.
Nel documento inviato all’AGCM vengono inoltre sollevati dubbi sulla compatibilità della disciplina con le norme europee in materia di privacy e tutela dei consumatori. Particolare attenzione viene riservata alla nullità automatica dei contratti prevista dal Decreto Bollette, che potrebbe essere fatta valere anche a distanza di molto tempo dalla sottoscrizione. Secondo le organizzazioni, questa situazione rischierebbe di generare conseguenze economiche inattese per il cliente, chiamato eventualmente a restituire gli sconti applicati dal fornitore.
A rischio migliaia di posti nei contact center
La segnalazione richiama anche le possibili ricadute occupazionali. La filiera nazionale dei BPO e dei contact center conta circa 80.000 addetti. Una forte riduzione delle campagne telefoniche regolari, sostengono i firmatari, potrebbe provocare una contrazione dei volumi e mettere a rischio migliaia di posti di lavoro, fino a determinare la chiusura delle imprese maggiormente esposte.
La conseguenza paradossale, secondo le associazioni, sarebbe quella di ridurre la presenza degli operatori legittimi senza eliminare le chiamate illegali. I soggetti abusivi continuerebbero infatti a utilizzare numeri contraffatti o anonimi, sottraendosi ai controlli e alle responsabilità previste per le aziende registrate.
Il nodo dell’estensione alle telecomunicazioni
La bozza del DDL Concorrenza 2026 prevede che le restrizioni già introdotte per energia e gas vengano applicate anche ai servizi telefonici e alle offerte di connettività. Per AssoCall e le altre organizzazioni, l’estensione potrebbe ampliare le incertezze giuridiche e gli effetti escludenti già contestati, senza produrre vantaggi concreti per gli utenti.
I firmatari chiedono quindi all’AGCM di valutare gli effetti concorrenziali dell’articolo 51 e, qualora ne ricorrano le condizioni, di esercitare i propri poteri di segnalazione e parere nei confronti del Parlamento e del Governo. Le organizzazioni hanno manifestato la propria disponibilità a partecipare a un’audizione, sollecitando un confronto preventivo con associazioni dei consumatori, autorità competenti, imprese, rappresentanti dei lavoratori ed esperti prima dell’approvazione di ulteriori modifiche nel DDL Concorrenza.
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Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia