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Milano, al Museo di Storia Naturale arriva “L’Era Plasteozoica”

02/10/2026

Milano, al Museo di Storia Naturale arriva “L’Era Plasteozoica”

Animali artificiali, fotografie, installazioni e classificazioni scientifiche immaginarie trasformano il Museo di Storia Naturale di Milano in uno scenario del futuro. Fino all’8 novembre 2026 il museo ospita “L’Era Plasteozoica. Una distopia ecologica”, progetto del collettivo dominicano Pictoria Newhouse che immagina un ecosistema nel quale la fauna è progressivamente scomparsa e la plastica ne ha preso il posto.

Una biodiversità futura popolata da animali di plastica

Il progetto, presentato per la prima volta a Milano, è stato sviluppato tra il 2015 e il 2019 dalle artiste visive, fotografe e architette Victoria Thomen e Guadalupe Casasnovas. Le opere mostrano uccelli, insetti, rettili ed esemplari marini artificiali inseriti in paesaggi naturali trasformati, come se fossero reperti provenienti da una zoologia del futuro.

Fotografie, disegni, installazioni e schede tassonomiche fittizie compongono un archivio nel quale il linguaggio della classificazione scientifica viene utilizzato per descrivere organismi inesistenti. Il risultato mette in relazione ambiente naturale, consumo e produzione industriale, cancellando progressivamente la distinzione tra organismo e rifiuto, reperto e invenzione.

La plastica viene rappresentata come un materiale destinato a permanere nell’ambiente e a diventare una delle tracce più durature dell’attività umana. La mostra utilizza così l’immaginazione artistica per costruire uno scenario legato alla perdita di biodiversità e alle trasformazioni degli ecosistemi.

Il progetto nato da una spedizione nella Repubblica Dominicana

“L’Era Plasteozoica” prende origine da una spedizione fotografica alla Laguna de los Flamencos, sull’isola di Saona, nella Repubblica Dominicana. Durante l’esperienza, le artiste si sono confrontate con l’assenza della fauna dalla quale il luogo prende il nome e con la presenza di detriti, residui e resti animali.

Da quell’osservazione è nata la domanda che accompagna l’intero progetto: in un futuro segnato dalla scomparsa di numerose specie, sarà necessario costruire artificialmente gli animali per poterli ancora rappresentare?

Il percorso milanese mette inoltre in dialogo le opere contemporanee con alcuni reperti delle collezioni del Museo di Storia Naturale. Tra questi figurano un fenicottero tassidermizzato e due rettili dominicani conservati in alcool, arrivati negli anni Trenta dalla Stazione Agronomica di Moca.

Arte e scienza nel programma “Tracce”

L’esposizione rientra in “Tracce”, primo dei quattro nuclei tematici del percorso multidisciplinare quadriennale promosso dagli Istituti Scientifici del Comune di Milano: Museo di Storia Naturale, Acquario Civico e Planetario. Il programma mette in relazione ricerca scientifica e linguaggi artistici per osservare gli effetti delle trasformazioni ambientali e interrogarsi sulle possibilità di rigenerazione.

L’assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi ha evidenziato come la mostra proponga una lettura della crisi ecologica attraverso un’esperienza visiva e narrativa, mettendo in relazione il lavoro delle artiste dominicane con il patrimonio scientifico conservato a Milano e affrontando temi quali biodiversità, consumo e memoria ambientale.

La mostra è promossa dal Comune di Milano e prodotta da WUAPAH non-profit, con la curatela di Julian Kunhardt e il sostegno di diverse istituzioni della Repubblica Dominicana. La visita è compresa nel biglietto di ingresso al Museo di Storia Naturale e resterà accessibile fino all’8 novembre.

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Andrea Bianchi

Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia