Lombardia, nuove linee guida per bonificare le acque sotterranee
19/05/2026
Regione Lombardia aggiorna le misure per la gestione dell’inquinamento diffuso delle acque sotterranee nell’area del Nord Milanese, introducendo un modello più integrato, fondato su monitoraggi, analisi del rischio e maggiore coordinamento tra enti locali, organi tecnici e istituzioni. Le nuove linee guida sono state presentate a Palazzo Lombardia durante un convegno introdotto dall’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione.
Dal singolo sito a una gestione territoriale integrata
La principale novità riguarda il passaggio da un approccio legato al singolo sito contaminato a una gestione estesa a un ambito territoriale più ampio. L’obiettivo è affrontare in modo più efficace una forma di contaminazione complessa, riconducibile soprattutto a solventi clorurati e cromo VI, generata da attività antropiche storiche e non più attribuibile a una sola sorgente puntuale.
Il provvedimento coinvolge 23 Comuni tra la Città Metropolitana di Milano e le province di Monza e Brianza e Varese. Le nuove misure individuano i valori di fondo antropico per alcune sostanze, cioè le concentrazioni presenti nell’ambiente a causa di sorgenti diffuse legate all’attività umana, e definiscono specifiche concentrazioni di riferimento per la bonifica.
Questi nuovi parametri, indicati come Crb, riguardano Pce, tetracloroetilene, Tcm, triclorometano, e cromo VI. Sostituiscono le concentrazioni soglia di contaminazione previste dal decreto legislativo 152/2006 e diventano i riferimenti per gli interventi di bonifica, mantenendo le concentrazioni al di sotto dei limiti di potabilità delle acque.
Maione: “Lombardia modello nazionale”
L’assessore Maione ha sottolineato il ruolo della Lombardia come regione apripista nella gestione dell’inquinamento diffuso delle acque sotterranee. Dal 2012, infatti, il territorio lombardo ha avviato un percorso specifico su una problematica ritenuta tra le più complesse nell’ambito delle bonifiche ambientali.
Secondo Maione, l’aggiornamento approvato dalla Giunta regionale introduce un approccio più moderno ed efficace, basato su rigore scientifico, monitoraggio costante e collaborazione tra istituzioni, enti tecnici e territori. L’assessore ha evidenziato che la sostenibilità richiede lavoro di squadra, coinvolgimento degli esperti e partecipazione degli amministratori locali.
Dal confronto è emerso anche un miglioramento generale dei valori rilevati nei monitoraggi più recenti. Per la Regione, questo risultato conferma la validità del percorso avviato e rafforza la necessità di strumenti condivisi per comprendere e gestire fenomeni ambientali che superano i confini amministrativi dei singoli Comuni.
Monitoraggi, Tavolo tecnico e ruolo di Arpa
Sul piano operativo, le nuove linee guida prevedono il monitoraggio periodico su una rete unica, l’adozione di procedure standardizzate e un ruolo centrale del Tavolo tecnico regionale. Questo organismo diventa il luogo di coordinamento, confronto e condivisione tra i diversi soggetti coinvolti nelle attività di bonifica e controllo.
Il Tavolo viene aggiornato con decreto regionale ogni tre anni e coinvolge rappresentanti di Comuni, Province, Arpa, Ats competenti, gestori del servizio idrico integrato e Ato. Il coordinamento è affidato alla Direzione generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia, con la partecipazione delle direzioni Welfare, Enti locali, Agricoltura ed eventuali altre strutture interessate.
Un ruolo considerato decisivo è quello di Arpa Lombardia, chiamata a contribuire alla creazione di un centro di competenza sulle acque sotterranee, all’aggiornamento della banca dati idrochimica e alla prosecuzione dei monitoraggi. L’Agenzia dovrà inoltre presidiare le sorgenti ancora attive e individuare rapidamente eventuali nuovi fenomeni di contaminazione.
Il contributo del Politecnico di Milano
Il percorso regionale si è avvalso anche della collaborazione con il Politecnico di Milano. L’accordo ha permesso, in tre anni di lavoro, di sviluppare approfondimenti avanzati attraverso la modellizzazione delle acque sotterranee, una tecnica che consente di simulare il comportamento delle falde e di anticipare possibili scenari di diffusione delle contaminazioni.
Questa base scientifica rafforza l’impianto delle nuove linee guida, offrendo agli enti coinvolti strumenti più precisi per pianificare interventi, valutare rischi e coordinare le azioni di bonifica. L’uso di modelli matematici e analisi territoriali permette di affrontare l’inquinamento diffuso con una visione più ampia rispetto alla gestione tradizionale dei singoli procedimenti.
I Comuni interessati sono Arese, Baranzate, Bollate, Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Garbagnate Milanese, Lainate, Milano, Novate Milanese, Paderno Dugnano, Pero, Rho, Senago e Sesto San Giovanni nella Città Metropolitana di Milano; Brugherio, Monza, Muggiò e Nova Milanese nella provincia di Monza e Brianza; Caronno Pertusella e Origgio nella provincia di Varese.
Il convegno di Palazzo Lombardia rientra tra gli appuntamenti di avvicinamento all’edizione 2026 del Forum regionale per lo sviluppo sostenibile, confermando il legame tra politiche ambientali, tutela della salute pubblica e gestione sostenibile del territorio.
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Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia