Lombardia, finanziate 511 attività storiche: l'85% è del terziario
16/10/2026
Regione Lombardia sostiene 511 attività storiche attraverso l'edizione 2026 del bando dedicato alle imprese con almeno quarant'anni di attività. Il provvedimento, promosso dalla Giunta regionale su iniziativa dell'assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, ha ricevuto il giudizio positivo di Confcommercio Lombardia, che sottolinea il peso del commercio e dei pubblici esercizi nel panorama delle aziende più longeve. Secondo l'associazione, l'85% delle attività storiche riconosciute dalla Regione appartiene al settore terziario, confermando il ruolo dei negozi e delle attività di servizio nella continuità economica e sociale dei territori lombardi.
Regione Lombardia, sostegno a 511 imprese con oltre 40 anni di attività
Il bando regionale 2026 è rivolto alle attività storiche, una categoria che comprende imprese caratterizzate da una presenza consolidata sul territorio e da una continuità operativa di almeno quarant'anni.
La misura interessa 511 attività storiche lombarde e rientra nelle iniziative promosse dalla Regione per sostenere la conservazione e lo sviluppo delle imprese che hanno attraversato differenti fasi economiche.
Il finanziamento punta ad accompagnare queste realtà nei processi di aggiornamento delle strutture e delle modalità operative, favorendo la capacità di adattarsi alle trasformazioni del mercato.
Il provvedimento è stato promosso dall'assessore regionale Guido Guidesi, nell'ambito delle politiche dedicate alla valorizzazione del tessuto produttivo lombardo.
Per Confcommercio Lombardia, il sostegno pubblico assume particolare rilevanza per le micro e piccole imprese, che rappresentano una componente significativa del commercio e dei servizi di prossimità.
Confcommercio: l'85% delle attività storiche riconosciute è del terziario
Uno degli elementi evidenziati dall'associazione riguarda la composizione settoriale delle attività storiche riconosciute da Regione Lombardia.
Secondo i dati richiamati da Confcommercio, l'85% delle imprese più longeve riconosciute dalla Regione opera nel terziario, con una presenza rilevante di negozi e pubblici esercizi.
Si tratta di attività che, oltre alla vendita di beni e alla prestazione di servizi, mantengono un rapporto continuativo con residenti e frequentatori dei quartieri.
La loro presenza contribuisce alla disponibilità di servizi nelle aree urbane e nei centri di minori dimensioni, dove gli esercizi commerciali rappresentano anche luoghi di incontro e relazione.
Il dato evidenzia il peso delle attività del commercio e della ristorazione nella storia economica regionale e nella continuità delle imprese familiari e indipendenti.
Massoletti: imprese capaci di adattarsi ai cambiamenti economici
Il vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia, Carlo Massoletti, ha espresso apprezzamento per la decisione della Regione di sostenere le attività storiche.
Secondo Massoletti, queste imprese rappresentano una parte della memoria economica lombarda e dimostrano la capacità di affrontare trasformazioni dei consumi e differenti cicli economici.
La continuità delle attività viene collegata alla possibilità di aggiornare prodotti, servizi e modalità di gestione, mantenendo al tempo stesso un legame con la propria identità.
Il rappresentante di Confcommercio ha inoltre richiamato la funzione sociale dei negozi e dei pubblici esercizi, considerati presidi di prossimità che contribuiscono alla vitalità delle comunità locali.
Per l'associazione, il valore di queste realtà comprende quindi sia la dimensione economica sia il rapporto costruito nel tempo con il territorio.
Innovazione e ricambio generazionale tra le priorità del bando
Confcommercio Lombardia ha accolto favorevolmente anche la scelta dell'assessore Guido Guidesi di rendere strutturale il sostegno regionale alle attività storiche.
La continuità della misura permette alle imprese di affrontare interventi che richiedono programmazione e investimenti, con particolare attenzione alla conservazione e all'ammodernamento dei locali.
Tra gli ambiti richiamati dall'associazione figurano l'innovazione aziendale e il ricambio generazionale, due aspetti che possono incidere sulla capacità delle imprese storiche di proseguire l'attività nel tempo.
Per le realtà di minori dimensioni, l'aggiornamento degli spazi commerciali e delle modalità di lavoro può rappresentare un passaggio necessario per rispondere alle nuove abitudini di acquisto.
Il ricambio generazionale riguarda invece la possibilità di trasferire competenze, esperienza e gestione dell'impresa a nuovi titolari o componenti della famiglia, mantenendo la continuità dell'attività.
Negozi storici e pubblici esercizi, il ruolo nei territori lombardi
La posizione espressa da Confcommercio mette al centro il contributo delle attività storiche alla rete commerciale regionale.
Le imprese con una lunga presenza sul territorio hanno spesso costruito rapporti consolidati con la clientela e rappresentano un elemento riconoscibile dell'identità economica di città e comuni.
La loro permanenza dipende tuttavia dalla capacità di affrontare costi di gestione, cambiamenti della domanda e necessità di investimento, aspetti che interessano in particolare le micro e piccole attività.
Secondo Confcommercio Lombardia, il sostegno regionale può contribuire a preservare questa presenza economica, accompagnando gli interventi di modernizzazione e favorendo la prosecuzione delle attività.
Il finanziamento delle 511 imprese attraverso il bando 2026 si inserisce quindi in una politica di valorizzazione delle attività storiche, con attenzione alla loro capacità di rinnovarsi e mantenere servizi di prossimità nelle comunità lombarde.
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Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia