Voghera, arrestato 19enne: trovate armi e materiale neonazista
15/10/2026
Un ragazzo di 19 anni residente nel Pavese è stato arrestato dalla Polizia di Stato per detenzione illegale di armi comuni da sparo, al termine di una perquisizione che ha portato al ritrovamento di pistole, un fucile e numerose armi bianche. L'operazione, eseguita il 13 ottobre 2026 nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha consentito agli investigatori di sequestrare anche materiale riconducibile all'estrema destra radicale. Il giovane risulta inoltre indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Dopo l'arresto è stato trasferito nel carcere di Voghera, in attesa della convalida da parte del giudice per le indagini preliminari.
Due pistole, un fucile e armi bianche sequestrati durante la perquisizione
Gli agenti della Digos della Questura di Milano, impegnati nell'attività investigativa con il supporto dei colleghi di Pavia, hanno rinvenuto diverse armi da fuoco nella disponibilità del diciannovenne. Tra queste figurano una pistola FN Herstal modello 1906 calibro 6,35, una seconda pistola FN Herstal modello 1910 e un fucile automatico Marocchi SM66 calibro 9 Flobert.
Durante il controllo sono stati individuati anche numerosi oggetti potenzialmente offensivi: due sciabole, diversi coltelli e pugnali, un tirapugni, un'ascia, un martello e un manganello. Gli investigatori hanno inoltre trovato una pistola giocattolo priva del tappo rosso.
La perquisizione ha interessato anche la camera da letto del giovane, dove i poliziotti hanno scoperto una quantità significativa di materiale ideologico riconducibile ad ambienti dell'estremismo neonazista e neofascista.
Tra gli oggetti rinvenuti figurano bandiere con svastiche, riproduzioni e manuali riferiti a Hitler e Mussolini, simboli delle SS naziste e materiale propagandistico con croci celtiche. È stata trovata anche una skullmask, una maschera associata, secondo gli investigatori, ad alcuni ambienti virtuali dell'estremismo eversivo.
Le indagini della Digos e il collegamento con la chat “Terza Posizione”
L'arresto rappresenta uno sviluppo di un'attività investigativa avviata nell'ambito di un precedente procedimento penale. Il 22 aprile scorso, infatti, un altro giovane estremista residente nel Pavese era stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari dopo essere stato individuato come amministratore di una chat denominata “Terza Posizione”, attiva su un'applicazione di messaggistica istantanea.
Quest'ultimo era indagato per promozione di un'associazione con finalità di discriminazione razziale, oltre che per propaganda e istigazione a delinquere, con contestazioni aggravate dall'apologia della Shoah.
L'analisi del dispositivo elettronico sequestrato durante quella precedente operazione avrebbe permesso agli investigatori di individuare elementi riconducibili al diciannovenne arrestato a ottobre.
Gli approfondimenti successivi hanno riguardato anche i contenuti pubblicati attraverso un profilo social attribuito al giovane. Secondo quanto comunicato dalla Polizia, sarebbero emersi messaggi di carattere violento e discriminatorio, collegati a posizioni particolarmente radicali dell'ambiente skinhead.
Il sospetto sulla disponibilità di armi e il trasferimento in carcere
Proprio dall'esame delle comunicazioni e dei contenuti diffusi online era nato il sospetto che il diciannovenne potesse detenere armi da fuoco. L'ipotesi investigativa ha trovato riscontro durante la perquisizione disposta dalla Procura di Milano, che ha portato alla scoperta delle armi e del materiale descritto dagli agenti.
L'operazione è stata condotta dalla Sezione Antiterrorismo della Digos di Milano, affiancata dalla Digos di Pavia e in collaborazione con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, attraverso il Servizio per il Contrasto del Terrorismo e dell'Estremismo Interno.
Per gli adempimenti conseguenti all'arresto è intervenuta la Procura della Repubblica di Pavia, competente per territorio, che ha disposto il trasferimento del giovane nella Casa Circondariale di Voghera.
Il diciannovenne rimane a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa dell'udienza di convalida. Le contestazioni relative alla propaganda discriminatoria sono oggetto del procedimento investigativo, mentre l'arresto è stato eseguito per la detenzione illegale delle armi da sparo. La responsabilità penale dell'indagato dovrà essere accertata nelle successive fasi giudiziarie.
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