Intelligenza artificiale, Asseprim presenta il codice di condotta per le imprese
22/04/2026
Un codice di condotta per accompagnare le imprese dei servizi professionali in un uso più consapevole, responsabile e competitivo dell’intelligenza artificiale. È questo il nuovo strumento presentato da Asseprim in Confcommercio Milano, in risposta a un’esigenza che il settore avverte con sempre maggiore chiarezza: adottare l’AI senza limitarsi alla spinta tecnologica, ma governandone implicazioni organizzative, normative e reputazionali.
Il tema si inserisce in un contesto di crescita rapida. Secondo i dati aggiornati di Asseprim Focus, l’osservatorio economico dedicato ai servizi professionali alle imprese, il 52,2% delle aziende del comparto utilizza già l’intelligenza artificiale oppure prevede di introdurla nel prossimo futuro. Un dato che segnala una traiettoria di espansione netta rispetto al semestre precedente, ma che si accompagna a un quadro ancora segnato da ostacoli concreti.
Le imprese chiedono regole chiare per usare l’AI
L’indagine mette in evidenza un atteggiamento favorevole verso l’introduzione di regole condivise. Il 76% delle imprese dei servizi professionali si dichiara infatti favorevole a un codice di condotta per orientare l’uso dell’intelligenza artificiale. Il dato racconta un’esigenza precisa: non soltanto sperimentare strumenti nuovi, ma farlo dentro un perimetro di responsabilità riconoscibile, capace di rafforzare fiducia, trasparenza e qualità dei processi.
Accanto alle opportunità, infatti, emergono difficoltà diffuse. Oltre il 60% delle aziende segnala problemi nella fase di implementazione, mentre il 58% incontra ostacoli anche nell’utilizzo continuativo dei sistemi di AI. Tra le criticità più citate figurano la mancanza di competenze interne, indicata dal 31% delle imprese, le difficoltà di integrazione con i sistemi esistenti, segnalate dal 35%, e i dubbi legati a privacy, sicurezza e conformità normativa, che arrivano al 40%.
Il codice come leva strategica per le Pmi
Il documento presentato da Asseprim viene descritto come un asset strategico per ridurre le asimmetrie informative che ancora frenano gli investimenti in innovazione, soprattutto tra le piccole e medie imprese associate. L’obiettivo dichiarato non è soltanto quello di rispettare le regole, ma di trasformare la conformità in un elemento capace di generare valore economico e posizionamento sul mercato.
Il presidente di Asseprim Umberto Bellini lega il progetto a una visione precisa: l’intelligenza artificiale deve restare un mezzo al servizio della persona e non diventare un fine in sé. In questa impostazione, il codice di condotta assume la funzione di guida operativa e culturale, pensata per istituzionalizzare una responsabilità coerente con le migliori pratiche internazionali e per fare della correttezza nell’uso dell’AI un elemento distintivo anche sul piano competitivo.
Dodici principi e tre livelli in base alla dimensione aziendale
La struttura del codice si fonda su 12 principi, che rappresentano il riferimento per lo sviluppo di linee guida e proposte applicative. L’impianto è stato costruito tenendo conto anche della dimensione organizzativa delle imprese. Per questo il sistema è articolato su tre livelli, differenziati in base al numero dei dipendenti: fino a 5, da 6 a 50, oltre 50.
Questa impostazione punta a evitare un approccio uniforme e rigido, adattando invece aspettative e comportamenti ragionevoli alla struttura delle diverse realtà aziendali. L’idea è che l’adozione responsabile dell’AI non possa essere affrontata con lo stesso schema per tutti, ma richieda criteri proporzionati e coerenti con le risorse disponibili.
Autovalutazione, maturità digitale e attestazione finale
L’attuazione del codice passa attraverso un Sistema di Autovalutazione, indicato con la sigla SAV, che consente all’impresa aderente di monitorare in autonomia il proprio Livello di adozione e maturità. Si tratta di uno strumento pensato per offrire una misurazione concreta del percorso intrapreso e per trasformare l’adesione al codice in una verifica progressiva della propria capacità di governare l’innovazione.
A completare il percorso interviene l’ente di certificazione di Confcommercio Uniter, che promuove un audit finalizzato al rilascio dell’attestazione. In questo modo l’adesione volontaria può diventare anche un segnale esterno di affidabilità, utile a consolidare reputazione e fiducia del mercato. È su questo passaggio che Asseprim costruisce il messaggio più forte: nell’economia dei servizi professionali, la responsabilità nell’uso dell’intelligenza artificiale non è più soltanto un tema etico o normativo, ma una variabile concreta di competitività.
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Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia