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Milano presenta Möves: un piano per ridisegnare la città a piedi e in bicicletta

14/04/2026

Milano presenta Möves: un piano per ridisegnare la città a piedi e in bicicletta

Milano prova a cambiare passo nella mobilità urbana e lo fa mettendo al centro non il veicolo, ma la persona. Si chiama Möves il nuovo strumento presentato a Palazzo Marino dal sindaco Giuseppe Sala e dagli assessori competenti, un piano che definisce obiettivi, strategie e azioni per sviluppare in modo organico la mobilità pedonale e ciclistica.

L’ambizione è netta: rendere la città più accessibile, più sicura e meno dipendente dal traffico privato, attraverso una visione che unisce infrastrutture, spazio pubblico, qualità urbana e partecipazione.

Il progetto nasce da un percorso partecipativo ampio, che ha raccolto oltre 1.175 contributi tra cittadini, associazioni ed enti locali. Un dato che non ha soltanto valore consultivo, ma aiuta a leggere la natura stessa del piano: non un catalogo di opere scollegate, ma un impianto strategico che considera gli spostamenti quotidiani come parte essenziale della qualità della vita urbana.

Alla base c’è un presupposto semplice e insieme decisivo: ridurre il traffico veicolare significa diminuire l’esposizione al rischio sulle strade, alleggerire l’inquinamento atmosferico e restituire spazio a forme di mobilità più efficienti e meno invasive.

Una rete ciclabile più estesa e continua

Per la ciclabilità, Möves individua una rete portante di 565 chilometri, composta da 210 chilometri di rete principale articolata in 29 itinerari e da 355 chilometri di rete secondaria. Oggi risulta realizzato circa il 46 per cento della rete principale, in forme diverse e considerando entrambi i sensi di marcia. Alcuni tracciati strategici hanno già superato l’80 per cento di completamento, tra cui Buenos Aires-Monza, Gioia-Martesana, Monforte-Corelli, Naviglio Pavese, Naviglio Grande, Sempione-Gallarate e Garibaldi-Testi.

Il piano, però, non si limita a certificare lo stato dell’esistente. Indica anche i cantieri già aperti e quelli di prossima partenza. Sono in corso i lavori della pista ciclabile lungo la circonvallazione filoviaria nord-ovest, dal cavalcavia della Ghisolfa a piazzale Zavattari, e quelli in via Boifava, nel quartiere Chiesa Rossa. A breve prenderanno il via anche gli interventi sul secondo tratto della Beats, il collegamento tra Porta Romana e Navigli, con un tracciato di circa 2,3 chilometri per lato, distribuito tra sede protetta, segnaletica e tratti promiscui con velocità moderata.

Un nodo delicato come piazzale Dateo avrà invece una soluzione dedicata, con l’introduzione di un semaforo che consentirà un collegamento continuo tra San Babila e Segrate. È un dettaglio tecnico solo in apparenza, perché nella mobilità ciclabile la qualità della rete si misura proprio nella continuità dei percorsi e nella capacità di superare senza interruzioni i punti più critici della città.

Più spazio ai pedoni e attenzione ai quartieri

Accanto alla bicicletta, Möves assegna un ruolo centrale alla mobilità pedonale. Il documento individua 194 spazi pubblici da ripensare in chiave pedonale, per una superficie complessiva di quasi 1,9 milioni di metri quadrati, oltre a 109 ambiti scolastici da riqualificare e 404 chilometri di itinerari pedonali principali da migliorare. L’obiettivo è rendere più continue le connessioni tra quartieri, aumentare la permeabilità degli isolati e costruire percorsi sicuri e leggibili verso scuole, servizi e polarità urbane.

Qui il piano entra in una dimensione molto concreta. Non parla soltanto di grandi assi, ma di marciapiedi, attraversamenti, intersezioni, protezione degli spazi di prossimità. L’amministrazione intende proseguire con l’installazione dei cuscini berlinesi per la moderazione della velocità, dopo il primo intervento in via Carlo Boncompagni. Il prossimo sarà in via Asiago, nel Municipio 2, nell’ambito della riqualificazione dell’incrocio con via Ponte Vecchio e via Aristotele.

È previsto anche un ampliamento delle aree in cui installare paletti dissuasori a protezione dei marciapiedi. Oggi sono quasi 500; il traguardo fissato è di almeno 200 per municipio, distribuiti in circa 40 località cittadine. In parallelo, con i Municipi sono state individuate circa 25 aree prioritarie nelle quali intervenire con moderazione della velocità, incremento dei passaggi pedonali e allargamento dei marciapiedi.

Sicurezza stradale, salute e qualità urbana

Uno degli assi più forti del piano riguarda la sicurezza. La riduzione della velocità viene richiamata come fattore decisivo, soprattutto per la protezione dei pedoni: sotto i 30 chilometri orari le possibilità di sopravvivenza in caso di impatto crescono in modo drastico rispetto a quanto accade a 50 all’ora. È una soglia che trasforma la mobilità urbana in un tema non solo di circolazione, ma di salute pubblica e prevenzione.

Su questo terreno Möves prova a tenere insieme più livelli. Da una parte c’è la necessità di infrastrutture continue, leggibili e sicure; dall’altra quella di abbattere le barriere architettoniche, rafforzare l’intermodalità e accompagnare il cambiamento con politiche di sensibilizzazione e investimenti coerenti. Il piano non considera bici e spostamenti a piedi come opzioni residuali o simboliche, ma come componenti strutturali del sistema urbano.

La scelta ha anche una ricaduta economica e sociale più ampia. Meno traffico significa meno congestione, maggiore efficienza del trasporto pubblico, riduzione delle emissioni climalteranti e migliore qualità dell’aria. A questo si aggiungono benefici diretti sulla salute: l’uso quotidiano della bicicletta viene associato a una riduzione del rischio cardiovascolare, del diabete e dell’ipertensione, oltre a rappresentare una modalità di spostamento spesso più rapida dell’auto nelle ore di punta.

Il punto politico, in fondo, sta tutto qui. Möves non si limita a progettare nuove piste o nuovi attraversamenti: prova a introdurre un diverso criterio di lettura della città, nel quale camminare e pedalare diventino pratiche ordinarie, compatibili con una metropoli complessa e non più percepite come eccezioni tollerate dentro uno spazio dominato dalle auto. La sfida sarà tradurre questa impostazione in opere coerenti, tempi certi e manutenzione costante. Ma l’indirizzo, con questo piano, è stato definito con chiarezza.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.