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Milano finalista al premio europeo per inclusione e diversità: aperto il voto del pubblico

19/04/2026

Milano finalista al premio europeo per inclusione e diversità: aperto il voto del pubblico

Nel percorso che porterà alla proclamazione delle Capitali europee dell’inclusione e della diversità 2026, la Città metropolitana di Milano conquista un posto tra i finalisti e invita cittadine e cittadini a sostenerne la candidatura attraverso il voto del pubblico. Il riconoscimento, promosso dalla Commissione europea, valorizza le amministrazioni locali che hanno saputo costruire politiche efficaci sul terreno dell’inclusione, della parità di opportunità e della partecipazione. Per Milano si tratta di una doppia presenza nella fase conclusiva della competizione, un risultato che rafforza il profilo dell’ente a livello europeo e mette al centro un lavoro portato avanti negli anni sul piano del welfare, del lavoro e dei diritti.

La Città metropolitana di Milano è infatti tra i finalisti in due categorie: quella riservata alle autorità locali con più di 50mila abitanti e il premio speciale dedicato ai mercati del lavoro inclusivi. Dopo una selezione che ha coinvolto numerose città europee, il concorso è arrivato all’ultima fase e la cerimonia di premiazione è in programma il prossimo 21 aprile a Bruxelles. Nel frattempo è aperta anche la votazione per il Premio del Pubblico, che consente di sostenere direttamente la candidatura milanese con un voto online.

Come votare la Città metropolitana di Milano

La partecipazione al voto popolare rappresenta un passaggio importante, perché affianca il giudizio istituzionale con un segnale pubblico di sostegno al lavoro svolto sul territorio. Per esprimere la propria preferenza occorre accedere alla piattaforma dedicata al premio e selezionare “Metropolitan city of Milan” tra i finalisti. L’iniziativa punta a coinvolgere il più possibile la comunità locale, chiamata a sostenere un percorso costruito attorno a pratiche concrete e a progetti capaci di incidere davvero sulle condizioni di vita, sull’accesso al lavoro e sulla promozione delle pari opportunità.

Il voto del pubblico assume anche un valore simbolico, perché trasforma la candidatura in un momento di riconoscimento collettivo. Non si tratta soltanto di una competizione tra città, ma di un’occasione per dare visibilità a politiche pubbliche che hanno cercato di rendere più accessibili i servizi, più inclusive le organizzazioni e più solide le reti di sostegno per chi si trova in condizioni di fragilità o svantaggio. In questo senso, la presenza di Milano tra i finalisti racconta una direzione politica e amministrativa che ha fatto dell’inclusione un tema strutturale, e non una voce marginale dell’azione pubblica.

I progetti che sostengono la candidatura europea

Alla base della candidatura della Città metropolitana di Milano c’è un insieme di buone pratiche sviluppate nell’ambito del welfare e delle pari opportunità, con particolare attenzione ai temi del lavoro, della disabilità e della parità di genere. Tra i progetti messi maggiormente in evidenza figurano Claudia! e il Piano EMERGO, indicati come due esperienze particolarmente rappresentative del lavoro svolto dall’ente sul fronte dell’inclusione.

Il progetto Claudia!, avviato nel 2023 e ispirato al lavoro della Premio Nobel per l’Economia Claudia Goldin, si presenta come un programma pluriennale pensato per accompagnare imprese e organizzazioni nell’adozione sostenibile di politiche di inclusione e parità di genere. Giunto alla terza edizione, il progetto promuove una collaborazione stabile tra pubblica amministrazione e sistema produttivo, attraverso percorsi di coprogettazione e strumenti operativi definiti Welfare Toolbox. Si tratta di pratiche open source e a basso investimento, pensate per trasformare i principi della diversità e dell’inclusione in azioni misurabili e concretamente applicabili anche nelle realtà di dimensioni minori.

Accanto a questo percorso, il Piano EMERGO rappresenta uno dei cardini dell’impegno metropolitano sul versante dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Il piano riunisce servizi, misure e finanziamenti destinati a favorire l’inserimento professionale e a sostenere imprese, scuole e famiglie, in raccordo con i servizi sociali e socio-sanitari del territorio. Il valore di questo strumento sta nella sua impostazione integrata, che prova a mettere in relazione bisogni diversi, attori istituzionali e risorse disponibili, costruendo una rete di intervento più ampia e più coerente.

Un riconoscimento che valorizza welfare e pari opportunità

La candidatura europea della Città metropolitana di Milano non nasce quindi da un singolo intervento, ma da una strategia più ampia che ha cercato di rendere l’inclusione una componente stabile delle politiche territoriali. Il fatto che l’ente sia arrivato tra i finalisti in due categorie rafforza la percezione di un lavoro già riconosciuto fuori dai confini locali, soprattutto in relazione alla capacità di coniugare welfare, occupazione e pari opportunità in una prospettiva concreta e verificabile.

A esprimere soddisfazione per questo traguardo è stata la consigliera delegata alle Politiche del Lavoro, Politiche Sociali e Pari opportunità, Diana De Marchi, che ha sottolineato come la Città metropolitana abbia portato avanti numerosi progetti sui temi dell’inclusione e della parità, chiedendo ora a cittadine e cittadini di sostenere la candidatura nel premio del pubblico. Il richiamo è rivolto al lavoro già svolto, ma anche alla possibilità di proseguire lungo questa direzione con il coinvolgimento del territorio e della comunità.

Nel quadro europeo, dove i temi della diversità, dell’accessibilità e dell’inclusione sono sempre più centrali nelle politiche pubbliche, la presenza di Milano tra i finalisti assume quindi un rilievo che va oltre il singolo riconoscimento. Da una parte mette in evidenza esperienze amministrative che hanno cercato di costruire strumenti utili e replicabili, dall’altra offre alla città metropolitana la possibilità di rafforzare la propria immagine come territorio capace di legare innovazione sociale, diritti e partecipazione. Il voto del pubblico, aperto in questi giorni, si inserisce proprio in questo passaggio e trasforma la candidatura in un’occasione di sostegno visibile a un modello di politiche inclusive che punta a consolidarsi anche nel futuro.

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Andrea Bianchi

Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia