Milano dedica una ciclovia a Rita Trapanese, pioniera del pattinaggio
16/06/2026
Milano ha intitolato una ciclovia a Rita Trapanese, campionessa milanese del pattinaggio artistico e prima atleta italiana a conquistare una medaglia europea nella disciplina. La cerimonia si è svolta in via Valentino Mazzola, all’angolo con viale Molise, dove da oggi il nome della sportiva, protagonista tra gli anni Sessanta e Settanta, entra nella toponomastica cittadina.
La cerimonia in via Valentino Mazzola
All’intitolazione hanno partecipato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, l’assessora alla Mobilità, Edilizia privata e Sport del Municipio 4, Marina Mellon, la delegata CONI per la Città Metropolitana di Milano, Claudia Giordani, e Cristiano Vaglini, figlio di Rita Trapanese.
Per l’Amministrazione comunale, la dedica rappresenta un omaggio a una figura che ha segnato la storia dello sport italiano e milanese. Sacchi ha ricordato il talento, la determinazione e i valori sportivi incarnati dalla campionessa, sottolineando anche il significato simbolico dell’intitolazione nell’anno delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali ospitate da Milano.
La scelta di legare il nome di Trapanese a una ciclovia assume inoltre un valore più ampio nel percorso avviato dal Comune per rendere la toponomastica cittadina più equilibrata e inclusiva. L’obiettivo è valorizzare donne che, in ambiti diversi, hanno contribuito alla storia sportiva, civile e culturale del Paese.
La prima medaglia europea azzurra nel pattinaggio
Nata a Milano l’8 maggio 1951, Rita Trapanese è stata una delle figure più importanti del pattinaggio artistico italiano. Dal 1964 al 1972 conquistò il titolo di campionessa italiana, imponendosi come riferimento assoluto della disciplina in un periodo in cui il pattinaggio di figura azzurro stava cercando spazio sulla scena internazionale.
Il suo nome resta legato a un primato storico: fu la prima donna italiana a vincere una medaglia internazionale nel pattinaggio di figura. Nel 1971 ottenne il bronzo ai Campionati Europei di Zurigo, risultato che aprì una nuova fase per il movimento italiano. L’anno successivo, a Göteborg, salì ancora sul podio europeo conquistando l’argento.
Trapanese partecipò anche a due edizioni dei Giochi Olimpici Invernali. Il risultato più significativo arrivò a Sapporo nel 1972, dove concluse al settimo posto, confermandosi tra le atlete più competitive del panorama internazionale.
Una memoria sportiva nella città
La carriera di Rita Trapanese ha lasciato un segno profondo nello sport italiano, non soltanto per i risultati ottenuti, ma anche per il ruolo pionieristico svolto in una disciplina allora meno visibile rispetto ad altre tradizioni sportive nazionali. La sua esperienza contribuì ad aprire la strada alle generazioni successive di pattinatrici e pattinatori italiani.
La campionessa morì il 10 agosto 2000, all’età di 49 anni, in un incidente automobilistico insieme al marito Maurizio Vaglini, primario dell’Istituto dei Tumori. Con l’intitolazione della ciclovia, Milano restituisce alla memoria pubblica una sua concittadina che portò il nome della città e dell’Italia nelle principali competizioni internazionali.
La nuova dedica si inserisce nel lavoro dell’Amministrazione comunale per riconoscere, attraverso vie, piazze e spazi pubblici, il contributo di figure femminili spesso meno presenti nella memoria urbana. Nel caso di Rita Trapanese, il tributo unisce sport, identità milanese e riconoscimento di un percorso che continua a parlare alle nuove generazioni.
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