Milano Art Week, “Ghost Track” porta l’arte contemporanea nei musei storici della città
15/04/2026
Milano Art Week celebra la sua decima edizione con un progetto che sceglie di lavorare sullo scarto, sull’apparizione inattesa, sulla capacità dell’arte di modificare la percezione dei luoghi senza occupare la scena in modo frontale. Si intitola Ghost Track ed è una delle novità più interessanti del programma in corso fino al 19 aprile: un percorso diffuso nato dalla collaborazione tra Comune di Milano | Cultura e MAC – Milano Art Community, l’associazione che riunisce oltre trenta soggetti della scena contemporanea cittadina tra gallerie, fondazioni, istituzioni e spazi no-profit.
L’idea prende in prestito un’espressione dal lessico musicale. La ghost track è la traccia fantasma, il brano nascosto che compare alla fine di un album e che si rivela soltanto a chi sceglie di spingersi oltre il percorso previsto. Trasportato dentro il contesto museale, questo principio diventa un dispositivo curatoriale sottile e intelligente: opere contemporanee inserite all’interno di collezioni permanenti non dedicate al moderno e al contemporaneo, come presenze laterali ma incisive, capaci di generare nuove letture del patrimonio storico.
Interventi contemporanei dentro il patrimonio civico
Dal 14 al 19 aprile, Ghost Track attraversa alcuni dei principali spazi culturali pubblici di Milano con una costellazione di interventi che non si limitano a occupare un luogo, ma instaurano un rapporto diretto con ciò che già esiste. Al Museo del Risorgimento, le opere di Thomas Jeppe e Markus Schinwald si confrontano con la memoria storica custodita nelle sale, mentre al Castello Sforzesco una scultura di Maurizio Cattelan irrompe nella Galleria Antico Egitto, introducendo una frizione visiva e concettuale di forte impatto.
Il percorso prosegue nei Musei del Castello Sforzesco con una disseminazione di presenze artistiche lungo le sale espositive: Alina Chaiderov nella Sala della Griselda, Latifa Echakhch nel Museo delle Arti Decorative, Gina Folly e Hans Josephsohn nel Museo di Arte Antica, Matteo Nasini nella Sala della Balla e Virginia Russolo ancora nel Museo di Arte Antica. Il progetto si allarga poi al Museo di Storia Naturale, dove compaiono le installazioni di Joana Escoval, Vasilis Papageorgiou, RM e Natália Trejbalová, fino a coinvolgere la Biblioteca Sormani con i dipinti di Xiao Zhyiu e la Biblioteca Parco Sempione con un’installazione di Alessandro Carano.
Un invito a guardare i musei in modo diverso
La forza del progetto sta proprio nella sua misura. Le opere non cercano il protagonismo assoluto, non riscrivono i luoghi con gesti invasivi, ma agiscono per slittamento, per interferenza, per emersione controllata. È un modo di intendere la relazione tra passato e presente che rinuncia alla contrapposizione facile e preferisce costruire contrappunti visivi, accensioni improvvise, punti di attrito che rimettono in moto lo sguardo del visitatore.
Le parole dell’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi restituiscono bene il senso dell’iniziativa: un invito a perdersi nei musei della città seguendo tracce minime, deviazioni, apparizioni. In questa impostazione c’è anche un’idea precisa di patrimonio, inteso non come insieme immobile da contemplare a distanza, ma come spazio vivo, disponibile al dialogo e alla riattivazione.
Dentro una Milano Art Week che negli anni ha consolidato il proprio profilo internazionale, Ghost Track introduce così una formula capace di tenere insieme accessibilità, ricerca e intelligenza curatoriale. L’ingresso ai Musei Civici del Comune di Milano è gratuito per i possessori della Milano Museo Card, un dettaglio che rende ancora più praticabile questo itinerario nascosto tra le collezioni pubbliche della città.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.