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Lombardia, Patto per lo Sviluppo: nessun aumento delle tasse

07/06/2026

Lombardia, Patto per lo Sviluppo: nessun aumento delle tasse

Regione Lombardia conferma la linea del rigore nei conti pubblici e ribadisce che non saranno introdotti aumenti fiscali. Il messaggio è arrivato durante la riunione del Patto per lo Sviluppo 2026, svolta a Palazzo Lombardia e presieduta dal presidente Attilio Fontana e dal vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza Marco Alparone. Al centro del confronto il Documento di Economia e Finanza Regionale 2027-2029, l’assestamento al bilancio di previsione 2026-2028 e il tema dell’eredità di Milano-Cortina 2026.

Fontana e Alparone: investimenti senza nuove tasse

Durante l’incontro, Fontana e Alparone hanno chiarito la volontà della Regione di non aumentare “di un solo euro” le tasse, confermando allo stesso tempo l’impegno a sostenere investimenti strategici per cittadini, imprese e territori. Tra le priorità indicate rientrano gli interventi per l’abbattimento delle liste d’attesa in sanità e il lavoro di integrazione tra risorse europee, nazionali e regionali.

L’obiettivo dichiarato è valorizzare ogni opportunità di finanziamento, garantendo il massimo impatto degli investimenti programmati. La Regione colloca questa impostazione dentro una fase economica complessa, segnata da incertezze geopolitiche, tensioni sui mercati internazionali e volatilità dei prezzi energetici.

Il presidente Fontana ha definito il Patto per lo Sviluppo il cuore del confronto tra Regione Lombardia e gli stakeholder istituzionali, economici e sociali. Secondo il governatore, si tratta di un modello capace di produrre risultati concreti per il benessere dei cittadini e per la competitività delle imprese, soprattutto quando si affrontano scelte di programmazione economica.

Programmazione europea e ruolo dei territori

Nel corso della riunione è stato affrontato anche il futuro della politica di coesione europea, con particolare riferimento alla programmazione comunitaria 2028-2034. Regione Lombardia ha confermato il proprio impegno a difesa del ruolo delle Regioni nella gestione delle risorse europee, sostenendo che la conoscenza diretta dei bisogni locali sia decisiva per orientare investimenti efficaci.

Alparone ha sottolineato che senza territori non può esserci vera coesione. Per il vicepresidente, il protagonismo regionale nella programmazione europea consente di costruire politiche più aderenti alle esigenze concrete di cittadini, imprese e comunità locali, evitando che le risorse vengano distribuite senza una lettura puntuale delle priorità.

La discussione ha quindi confermato la volontà della Lombardia di mantenere un ruolo attivo nel confronto con l’Unione Europea, sia nella fase di programmazione sia in quella di attuazione degli interventi. Il tema riguarda direttamente la capacità di finanziare infrastrutture, innovazione, servizi, politiche sociali e transizione economica.

Milano-Cortina 2026 e l’eredità dei Giochi

Una parte significativa dell’incontro è stata dedicata al tema “Oltre i Giochi”, legato al bilancio e all’eredità delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026. Regione Lombardia ha evidenziato il valore di un modello organizzativo fondato sulla collaborazione tra aree urbane e territori montani, oltre che sulla valorizzazione di un sistema territoriale diffuso.

Fontana ha parlato di uno spartiacque nell’organizzazione dei grandi eventi sportivi internazionali. Secondo il presidente, Milano-Cortina ha lasciato un’eredità che supera il piano delle infrastrutture e degli impatti economici, generando valore sociale, inclusione e nuove opportunità di sviluppo.

Tra le prospettive indicate rientrano i progetti di legacy e sostenibilità, con uno sguardo già rivolto ai Giochi Olimpici Giovanili Invernali del 2028, considerati dalla Regione una prima applicazione concreta del modello costruito con Milano-Cortina.

Stakeholder al tavolo per la Lombardia del futuro

Il Patto per lo Sviluppo si conferma il luogo di confronto tra istituzioni, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e rappresentanze economiche e sociali. Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, Confindustria Lombardia, Confcommercio Lombardia, Confesercenti Lombardia, Confartigianato Lombardia, Confimi Lombardia, Coldiretti Lombardia, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Claai, Confapi, Federdistribuzione, Alleanza della Cooperazione Lombarda, Anci Lombardia, Cna Lombardia, Abi Lombardia, Unioncamere Lombardia e Assolavoro.

Alparone ha richiamato la solidità del modello lombardo, fondato su gestione finanziaria prudente, investimenti strategici e capacità di attrarre grandi eventi internazionali. Un modello che, secondo il vicepresidente, viene riconosciuto dalle agenzie di rating, apprezzato dagli investitori e sostenuto dai cittadini.

Il confronto avviato a Palazzo Lombardia punta quindi a pianificare le prossime scelte della Regione in un equilibrio tra conti pubblici, competitività, coesione territoriale e continuità degli investimenti, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della Lombardia tra le aree più dinamiche d’Europa.

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Andrea Bianchi

Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia