EcoHackathon 2026, a Milano vincono le idee dei giovani per una sostenibilità concreta
20/04/2026
Ottanta partecipanti, venti squadre, ventiquattro ore di lavoro senza interruzioni e quattro sfide legate alla sostenibilità: la terza edizione di EcoHackathon, promossa da Legambiente Lombardia negli spazi di MIND - Social Innovation Academy a Milano, ha rimesso al centro un punto spesso evocato ma meno spesso praticato con questa intensità, cioè il confronto diretto tra formazione, impresa e progettazione ambientale. L’iniziativa ha coinvolto universitari, diplomati e studenti delle scuole superiori, chiamati a misurarsi con problemi concreti, trasformando intuizioni e competenze in proposte operative.
Il valore dell’evento sta proprio qui: nella capacità di far dialogare mondi diversi senza ridurre la sostenibilità a uno slogan. EcoHackathon si conferma infatti come uno spazio in cui la transizione ecologica viene affrontata nella sua dimensione più viva, quella che passa dalle soluzioni applicabili, dalla collaborazione con le aziende partner e dalla disponibilità dei giovani a mettersi alla prova su temi che toccano la vita quotidiana delle comunità.
Quattro sfide per leggere il presente e immaginare risposte utili
L’edizione 2026 si è articolata attorno a quattro aree tematiche, pensate per intercettare nodi centrali del dibattito ambientale e sociale. La prima, Transizione ecologica e comunità, ha riguardato azioni di comunicazione e sensibilizzazione capaci di ridurre le disuguaglianze informative e culturali. Un terreno delicato, perché la sostenibilità resta spesso confinata a linguaggi tecnici o a contesti già sensibilizzati, mentre uno dei problemi reali è la distanza tra chi produce conoscenza e chi dovrebbe poterla usare.
La seconda challenge, Rifiuti Zero o quasi, ha chiesto ai gruppi di elaborare soluzioni innovative per contenere la produzione di rifiuti, con una particolare attenzione ai materiali plastici. Il terzo ambito, Innovazione e tecnologia, ha invece puntato su sistemi capaci di aumentare il recupero di materiali strategici, tema che oggi riguarda da vicino l’economia circolare, l’autonomia produttiva e la gestione più intelligente delle risorse. Infine, la sfida Energia in comune ha chiamato i partecipanti a ideare prototipi utili a sostenere famiglie e comunità nella riduzione della povertà energetica, una questione che intreccia ambiente, giustizia sociale e qualità della vita.
A sostenere il percorso creativo sono state, oltre a Legambiente Lombardia, diverse realtà aziendali già impegnate nella filiera dell’innovazione sostenibile: CEM, Silea, A2A e Acinque per le singole challenge, con il supporto anche di Mantova Ambiente e Gruppo CAP. A questo si aggiungono il patrocinio della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile e la collaborazione tecnica di JECatt, insieme al ringraziamento rivolto a Fondazione Triulza e Lendlease.
Un laboratorio dove la sostenibilità incontra formazione e lavoro
Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, ha sottolineato come la transizione ecologica non possa essere affidata esclusivamente alla normativa, ma abbia bisogno anche di idee, visione e ricerca. È un passaggio che restituisce bene il senso dell’iniziativa: non una semplice competizione studentesca, ma un luogo di sperimentazione dove le proposte dei giovani vengono considerate parte di un possibile percorso di innovazione reale.
Andrea Causo, direttore di Legambiente Lombardia, ha insistito invece sull’importanza del confronto tra generazioni e ambiti differenti, evidenziando come proprio da questi incontri possano nascere collaborazioni concrete. Le aziende partner, secondo questa lettura, non partecipano soltanto in veste di sponsor, ma riconoscono nell’hackathon un osservatorio privilegiato su energie nuove, competenze trasversali e modalità di lavoro fuori dagli schemi tradizionali.
L’impianto dell’evento conferma questa impostazione. I partecipanti si iscrivono gratuitamente, lavorano in squadra per un’intera giornata con il supporto dei mentor e, al termine del percorso, presentano le loro soluzioni alle giurie. Il formato accelera il confronto, costringe a selezionare le priorità, favorisce la sintesi progettuale e mette alla prova la tenuta delle idee quando devono passare dal piano teorico a quello della proposta concreta.
I progetti premiati e la rete degli istituti coinvolti
A conquistare la vittoria nelle quattro challenge sono stati gruppi provenienti da percorsi formativi differenti, ulteriore segnale della natura aperta e inclusiva dell’iniziativa. Per Transizione ecologica e comunità ha vinto AFteam dell’ITS Rizzoli di Milano con il progetto EcoLogica. Nella categoria Energia in comune si è affermato il team Gappers del Politecnico di Milano con Heat Gap. Per Rifiuti Zero il riconoscimento è andato ad All Green, dei Salesiani di Sesto San Giovanni, con il progetto LessGo. Infine, nella challenge Innovazione e tecnologia, ha vinto Phoenix, squadra composta da studenti dell’Università Cattolica di Milano, dell’Università del Piemonte Orientale, dell’Università dell’Insubria e della SUPSI, con il progetto e-sentinel.
I quattro gruppi vincitori hanno ricevuto premi per un valore complessivo equivalente a 1.000 euro. Più del premio economico, però, pesa il riconoscimento ottenuto in un contesto dove le idee vengono osservate da imprese, associazioni e soggetti istituzionali che operano quotidianamente nella sostenibilità applicata.
La partecipazione ha coinvolto quattordici realtà tra università, istituti superiori e associazioni. Tra gli atenei figurano, tra gli altri, Università Cattolica del Sacro Cuore, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, Università dell’Insubria, Università di Genova, Università di Pavia, Università del Piemonte Orientale e SUPSI. Sul fronte degli istituti superiori hanno preso parte all’evento il Breda Salesiani di Sesto San Giovanni, le Opere Sociali Don Bosco, Galdus e ITS Rizzoli. Presenti anche realtà associative come Cascina Nascosta, JEMP e JECATT.
Il quadro che emerge da questa terza edizione racconta un’esperienza che ha ormai superato la fase sperimentale. EcoHackathon sembra aver trovato una sua identità precisa: selezionare temi urgenti, creare un contesto di lavoro intensivo e mettere i giovani nelle condizioni di produrre idee che parlino con il linguaggio dell’innovazione, ma restino ancorate ai bisogni dei territori. I resoconti completi dei progetti vincitori e i contenuti multimediali annunciati da Legambiente Lombardia aiuteranno a capire quanto queste proposte possano davvero proseguire il loro cammino fuori dall’evento. Intanto, Milano si conferma un punto di osservazione interessante per chi prova a costruire una sostenibilità meno astratta e più capace di misurarsi con la realtà.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to