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Confcommercio, economia italiana ancora dinamica ma pesa l’inflazione

16/05/2026

Confcommercio, economia italiana ancora dinamica ma pesa l’inflazione

L’economia italiana resta in una fase dinamica, sostenuta soprattutto dai servizi e dai consumi delle famiglie, ma il riaccendersi dell’inflazione rischia di frenare nei prossimi mesi fiducia e potere d’acquisto. È il quadro delineato dal nuovo numero della Congiuntura Confcommercio, che analizza l’andamento di Pil, consumi e prezzi nel contesto nazionale.

Pil in lieve crescita a maggio

Secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, a maggio il Pil dovrebbe registrare una crescita marginale dello 0,1% rispetto ad aprile. La variazione su base annua arriverebbe così all’1,5%, sostenuta da dinamiche ancora favorevoli in molte attività dei servizi e da una stabilizzazione della produzione industriale.

I dati degli ultimi due mesi, uniti all’eredità positiva lasciata da marzo e al confronto con una fase di stasi dell’economia italiana nel 2025, indicano la possibilità di un secondo trimestre 2026 ancora in crescita. Confcommercio segnala inoltre che, se il quadro internazionale dovesse normalizzarsi verso la fine dell’estate, la crescita del Pil potrebbe anche superare lo 0,6% indicato dal Governo nel Documento di finanza pubblica.

Il dato conferma una tenuta dell’economia, pur dentro uno scenario ancora condizionato da incertezze esterne, costi e tensioni sui prezzi. Il settore dei servizi resta il principale motore della fase attuale, mentre la produzione industriale mostra segnali di stabilizzazione dopo mesi più complessi.

Consumi positivi, ma il confronto rallenta dopo Pasqua

Per quanto riguarda la domanda interna, l’Indicatore Consumi Confcommercio resta in territorio positivo ad aprile, con una variazione dell’1,3% su base annua. Il dato arriva dopo un marzo particolarmente favorevole, condizionato anche dall’effetto anticipato della Pasqua.

Il mantenimento dei consumi in crescita rappresenta un elemento rilevante per la tenuta del quadro economico. La spesa delle famiglie continua infatti a sostenere parte dell’attività, in particolare nei comparti legati ai servizi, anche se l’aumento dei prezzi potrebbe incidere progressivamente sul reddito disponibile reale.

La lettura di Confcommercio resta quindi prudente. Il ciclo conserva elementi di vitalità, ma la sua tenuta dipenderà anche dall’evoluzione dell’inflazione, dalla stabilità internazionale e dalla capacità delle famiglie di mantenere livelli di consumo coerenti con la ripresa dei servizi.

Inflazione stimata al 3,4% a maggio

Il punto più delicato riguarda i prezzi. Secondo l’Ufficio Studi Confcommercio, a maggio l’inflazione dovrebbe attestarsi al 3,4%, in ulteriore accelerazione rispetto ai mesi precedenti. Si tratterebbe di un ritorno a valori che non si registravano dalla fine dell’estate 2023.

Le pressioni maggiori continuano a concentrarsi sull’energia, sia per gli usi domestici sia per la mobilità, a cui si aggiungono tensioni sugli alimentari non lavorati legate a situazioni pregresse. Il rischio indicato è che questi impulsi si trasferiscano anche ad altre filiere, producendo effetti più ampi sui prezzi finali.

Un’inflazione più alta può pesare sulla fiducia delle famiglie e sui comportamenti di consumo, riducendo il reddito disponibile reale. Per questo, pur in presenza di segnali positivi su Pil e consumi, la Congiuntura Confcommercio individua nei prezzi il principale fattore di attenzione per l’economia italiana nei prossimi mesi.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.