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Cinisello Balsamo, tentato omicidio e rapine: due arresti

17/07/2026

Cinisello Balsamo, tentato omicidio e rapine: due arresti

Due uomini italiani di 36 e 38 anni sono stati arrestati con le accuse, formulate a vario titolo, di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, ricettazione e porto illegale di armi da fuoco. La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza. I due sono sospettati di essere coinvolti nel ferimento a colpi d’arma da fuoco di un cinquantenne e in quattro rapine commesse tra le province di Milano e Monza e Brianza.

L’agguato in un’abitazione di Sant’Eusebio

L’inchiesta è partita dall’episodio avvenuto nel pomeriggio del 15 maggio 2026 all’interno di un’abitazione del quartiere Sant’Eusebio, a Cinisello Balsamo. Un cittadino italiano di 50 anni, mentre si trovava nella propria camera da letto, era stato raggiunto a una gamba da un colpo d’arma da fuoco.

L’uomo, rimasto gravemente ferito, era stato soccorso e trasportato in ospedale, dove era stato sottoposto a un intervento chirurgico. Gli investigatori hanno avviato immediatamente gli accertamenti per ricostruire le circostanze dell’aggressione e identificare chi avesse esploso il colpo.

Secondo l’ipotesi investigativa, l’azione sarebbe stata compiuta utilizzando un fucile a canne mozze di produzione artigianale. Servizi di osservazione, verifiche sul territorio e approfondimenti tecnici avrebbero permesso di ricostruire la dinamica dell’agguato e seguire gli spostamenti del presunto responsabile prima e dopo il ferimento.

Due uffici postali rapinati nella stessa mattinata

Gli accertamenti hanno fatto emergere collegamenti con ulteriori episodi avvenuti tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Il trentaseienne è gravemente indiziato di due rapine commesse nella mattinata del 29 maggio ai danni degli uffici postali di Cusano Milanino e Cinisello Balsamo.

In entrambi i casi, il rapinatore avrebbe agito con il volto coperto e impugnando un fucile a canne mozze. Dopo aver minacciato i dipendenti, si sarebbe impossessato del denaro custodito nelle casse, allontanandosi successivamente a bordo di un motociclo.

Gli elementi raccolti durante l’inchiesta avrebbero consentito agli investigatori di mettere in relazione le modalità operative utilizzate negli assalti con l’arma impiegata nell’agguato di Sant’Eusebio. Le verifiche hanno riguardato anche i movimenti compiuti dall’indagato nelle aree interessate dai diversi fatti.

Assalti armati nei supermercati di Paderno e Muggiò

I due arrestati sono inoltre ritenuti coinvolti, in concorso tra loro, in altre due rapine compiute il 3 giugno 2026 in altrettanti supermercati situati a Paderno Dugnano e Muggiò.

Anche durante questi assalti, gli autori avrebbero nascosto il volto e utilizzato un fucile a canne mozze per minacciare dipendenti e addetti alla vigilanza. Dopo essersi impossessati del denaro presente nelle casse, sarebbero fuggiti a bordo di un’automobile risultata rubata.

Il veicolo, utilizzato secondo gli investigatori per raggiungere gli obiettivi e assicurarsi la fuga, era stato successivamente abbandonato nel territorio di Cinisello Balsamo. Il suo ritrovamento e i successivi accertamenti avrebbero fornito altri elementi utili alla ricostruzione delle responsabilità ipotizzate.

Perquisizioni nel quartiere e custodia cautelare in carcere

L’esecuzione delle misure cautelari è stata accompagnata da diverse perquisizioni nel quartiere Sant’Eusebio. All’operazione hanno partecipato gli investigatori della Sezione reati contro la persona della Squadra Mobile di Milano, il personale del Commissariato di Cinisello Balsamo e i Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni.

L’attività congiunta si è concentrata nei luoghi che, secondo quanto emerso, sarebbero collegati a una parte rilevante delle vicende oggetto dell’indagine. Gli approfondimenti proseguiranno per verificare la provenienza delle armi, ricostruire eventuali ulteriori collegamenti e accertare se altre persone abbiano fornito supporto logistico ai presunti responsabili.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno essere valutate nel successivo giudizio e i due indagati devono essere considerati innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità con sentenza irrevocabile.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to