Case fuori Milano, cresce la domanda: prezzi in aumento nell’hinterland
21/05/2026
La domanda di case resta stabile a Milano città, mentre cresce nelle aree intorno al capoluogo lombardo, con prezzi in aumento soprattutto a Monza, Lodi e nell’area metropolitana milanese. È il quadro che emerge dal Sentiment di FIMAA Milano Lodi Monza Brianza relativo al primo trimestre 2026, elaborato dal Centro Studi di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza sulla base delle indicazioni raccolte tra gli operatori immobiliari.
Compravendite stabili a Milano, più vivaci fuori città
Nel mercato residenziale, il 47% degli operatori rileva a Milano città una domanda di acquisto stazionaria. Lo scenario cambia nell’area metropolitana, dove il 62% degli intermediari segnala invece una domanda in crescita. A Monza città il mercato appare più stabile, con il 40% degli operatori che indica una domanda invariata, mentre nella provincia di Monza Brianza il 53% registra un aumento.
Il dato più marcato arriva da Lodi: sia in città sia in provincia, la totalità degli operatori interpellati indica una domanda di abitazioni in crescita. Anche sul fronte dei prezzi si conferma una dinamica differenziata: a Milano città i valori sono stazionari per il 51% degli operatori, mentre risultano in aumento a Monza per l’80% degli intermediari e a Lodi per tutti i rispondenti.
Secondo Marco Zanardi, consigliere di FIMAA Milano Lodi Monza Brianza con delega all’Ufficio Studi, il primo trimestre conferma un trend già visibile da qualche tempo: una parte della domanda residenziale si sta spostando fuori da Milano. La conseguenza è una maggiore stabilità dei prezzi nel capoluogo e una progressione, seppur lieve, dei listini nelle province e nei centri vicini.
Bilocali a Milano, trilocali nelle province
Le tipologie più richieste cambiano a seconda dei territori. A Milano città l’appartamento più cercato resta il bilocale, indicato dal 48% degli operatori immobiliari. Nella Città metropolitana milanese, in Brianza e nel Lodigiano prevale invece il trilocale, segnale di una domanda orientata verso soluzioni più ampie, spesso collegate a esigenze familiari o alla ricerca di spazi più accessibili rispetto al centro urbano.
Il mutuo continua a rappresentare una modalità importante di finanziamento, richiesta nel 47% dei casi. Zanardi segnala però alcuni elementi di attenzione: in diversi istituti bancari si sarebbero registrati lievi inasprimenti dei tassi fissi a favore del variabile, insieme a minori volumi di mutui erogati. A pesare sono il perdurare dell’inflazione e una maggiore cautela delle banche nella valutazione del rapporto tra rata e reddito.
Per quanto riguarda gli sconti nelle trattative, il Sentiment indica una forbice tra il 5% e il 10% per abitazioni e uffici. Per negozi e capannoni, invece, gli sconti si collocano tra il 10% e il 15%.
Locazioni in calo a Milano, crescono nei territori vicini
Il mercato degli affitti mostra una dinamica simile a quella delle compravendite. A Milano città la domanda di locazione abitativa risulta in diminuzione secondo il 47% degli operatori, mentre cresce nella Città metropolitana per il 75% dei rispondenti. Domanda in aumento anche a Monza città e provincia, rispettivamente per il 70% e l’80% degli operatori, e a Lodi e provincia per la totalità degli intervistati.
I canoni residenziali risultano in diminuzione a Milano città per il 44% dei rispondenti, mentre sono in aumento in tutte le altre aree considerate. In questo contesto continua ad avanzare il canone concordato, apprezzato per la varietà di forme contrattuali disponibili e per i vantaggi fiscali rispetto al tradizionale contratto 4+4.
Più debole, invece, la locazione di negozi e capannoni in alcuni centri urbani. La domanda è in calo a Milano città per il 54% degli operatori e a Monza città per il 57%, mentre risulta stazionaria a Lodi città per il 50% dei rispondenti.
Resta centrale il tema della scarsità di prodotto nuovo. Secondo Zanardi, il mercato si orienta verso immobili ristrutturati di recente o da ristrutturare integralmente, ma l’incertezza sui costi e sui tempi dei lavori frena molte decisioni. A questo si aggiunge l’impossibilità, per parte del patrimonio esistente, di beneficiare dei mutui green con condizioni più favorevoli. Per il prossimo trimestre FIMAA non prevede variazioni sensibili, con valori e dinamiche destinati a rimanere sostanzialmente stabili fino alla ripresa di settembre e ottobre.
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Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia