Bambini 0-3 anni, Assonidi: nei nidi niente schermi
27/07/2026
Smartphone, tablet e altri dispositivi digitali non rientrano nella progettazione pedagogica dei servizi educativi rivolti ai bambini fino a tre anni. Assonidi Confcommercio lo ribadisce dopo la presentazione in Senato di una proposta di legge finalizzata a limitare l’esposizione agli schermi nella prima infanzia e a introdurre linee guida nazionali per genitori, educatori e strutture.
Nei servizi educativi spazio a gioco e relazioni
L’associazione accoglie favorevolmente l’iniziativa parlamentare, considerandola un possibile strumento di tutela dello sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dei più piccoli. Precisa però che asili nido e servizi per l’infanzia hanno già adottato da tempo un modello educativo nel quale i dispositivi digitali non vengono utilizzati direttamente con i bambini.
Le attività proposte nella fascia tra zero e tre anni sono costruite intorno alla relazione con gli educatori, al confronto con i coetanei e all’esplorazione degli ambienti. Gioco libero, lettura, manipolazione di materiali, movimento, creatività ed esperienze sensoriali costituiscono gli elementi centrali delle giornate trascorse nei servizi educativi.
La presidente di Assonidi Confcommercio, Federica Ortalli, sottolinea che la crescita del bambino nei nidi passa attraverso il contatto con le persone e con la realtà circostante. Gli schermi, secondo l’impostazione seguita dalle strutture, non sostituiscono il dialogo, l’osservazione, le attività manuali o le esperienze condivise.
La posizione dell’associazione distingue inoltre l’impiego dei dispositivi da parte degli adulti per finalità organizzative o documentali dal loro utilizzo come strumento educativo rivolto direttamente ai bambini. La progettazione pedagogica resta concentrata su attività concrete, adeguate all’età e sviluppate attraverso la partecipazione attiva.
La richiesta di campagne informative per i genitori
Per Assonidi, il passaggio successivo consiste nel rafforzare il sostegno alle famiglie, affinché le indicazioni applicate nei servizi possano trovare continuità anche nella vita domestica. Le sole linee guida, sostiene l’associazione, rischiano di essere insufficienti senza iniziative capaci di spiegare ai genitori come gestire i dispositivi nella quotidianità.
La proposta è accompagnare le eventuali disposizioni nazionali con campagne pubbliche di informazione e sensibilizzazione. Gli interventi dovrebbero fornire indicazioni comprensibili sull’esposizione agli schermi, sulle abitudini familiari e sulle alternative da proporre nei momenti in cui smartphone e tablet vengono utilizzati per intrattenere o calmare i bambini.
Ortalli richiama l’attenzione sui primi mille giorni di vita, fase nella quale si sviluppano competenze cognitive, emotive, motorie e relazionali. In questo periodo, secondo Assonidi, è necessario costruire una collaborazione stabile tra famiglie, educatori e servizi territoriali, evitando che i genitori vengano lasciati soli davanti a indicazioni difficili da applicare.
Un’alleanza educativa tra nidi e ambiente domestico
Il tema non riguarda soltanto il tempo trascorso davanti a un dispositivo, ma anche il contesto nel quale lo schermo viene proposto. L’associazione invita quindi a sostenere la genitorialità attraverso formazione, occasioni di confronto e materiali informativi che aiutino gli adulti a riconoscere i bisogni dei bambini nelle diverse fasi della crescita.
Nei servizi educativi, la relazione quotidiana con le famiglie può diventare uno spazio utile per condividere esperienze, difficoltà e strategie. Educatori e genitori possono confrontarsi sulle routine domestiche, sui momenti dei pasti, sul sonno, sul gioco e sulle situazioni nelle quali il ricorso ai dispositivi tende a diventare più frequente.
Assonidi conferma la disponibilità a mettere a disposizione competenze professionali e percorsi formativi rivolti sia agli operatori sia alle famiglie. L’obiettivo indicato è promuovere una cultura dell’infanzia basata sulla qualità educativa, sul benessere e sulla costruzione di ambienti nei quali i bambini possano muoversi, osservare, comunicare e sperimentare direttamente.
La proposta di legge sarà ora esaminata in Parlamento. Assonidi auspica che il confronto produca indicazioni nazionali chiare, accompagnate da strumenti concreti per aiutare i genitori e valorizzare il lavoro già svolto nei nidi e negli altri servizi dedicati alla prima infanzia.
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Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia