Caldo in Lombardia, soccorsi in aumento del 20%
29/06/2026
Milano – Le chiamate ai numeri di emergenza in Lombardia sono aumentate di circa il 15-20% nell’ultima settimana, insieme alle richieste di intervento e agli accessi ai pronto soccorso. A confermarlo è l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, intervenuto sull’impatto dell’ondata di calore che sta interessando il territorio lombardo. La situazione, ha spiegato, resta sotto controllo e il sistema sanitario regionale sta rispondendo con misure già predisposte.
Più chiamate a Milano, nei Laghi e nella bassa Lombardia
L’incremento delle richieste di soccorso non riguarda in modo uniforme tutta la regione. Secondo Bertolaso, l’aumento procede “a macchia di leopardo” e interessa soprattutto l’area metropolitana di Milano, dove alla popolazione residente si aggiungono ogni giorno migliaia di lavoratori in movimento verso la città.
Tra le zone maggiormente coinvolte rientrano anche l’area dei Laghi e le province di Pavia, Cremona e Mantova. In questi territori il caldo intenso ha contribuito a far crescere il numero di persone che si rivolgono ai servizi di emergenza, ai mezzi di soccorso e ai pronto soccorso ospedalieri.
La Regione assicura che il sistema sta reagendo in modo adeguato. Le Sale operative di Areu stanno potenziando la presenza degli operatori e dislocando più mezzi sul territorio, mentre gli ospedali stanno aumentando il personale nei reparti di emergenza per gestire l’afflusso dei pazienti.
Bertolaso: “Situazione sotto controllo”
L’assessore al Welfare ha chiarito che il quadro attuale non può essere definito critico, perché la macchina sanitaria era già pronta ad affrontare l’aumento della domanda assistenziale. La gestione del caldo, ha ricordato, rientra tra le situazioni prevedibili sul piano meteorologico e consente quindi una preparazione preventiva da parte delle strutture regionali.
Bertolaso ha richiamato anche il tema dei pronto soccorso, evidenziando la necessità di filtri territoriali capaci di evitare accessi impropri. Secondo l’assessore, molte persone si rivolgono direttamente agli ospedali perché non trovano canali alternativi di tutela, cura o assistenza. Una rete più forte prima dell’arrivo in pronto soccorso potrebbe alleggerire la pressione sulle strutture di emergenza.
La Regione ha inoltre ricordato l’ordinanza adottata ai primi di giugno con il presidente Attilio Fontana per la gestione del caldo in ambito lavorativo. Il provvedimento individua fasce orarie da rispettare per proteggere i lavoratori esposti alle temperature più elevate.
Ospedali preparati anche al rischio blackout
Tra le misure predisposte c’è anche la verifica della tenuta degli ospedali in caso di interruzioni dell’energia elettrica. Bertolaso ha spiegato che le strutture sanitarie sono state invitate a rifornire di carburante i gruppi elettrogeni, così da garantire la continuità dei servizi essenziali anche in caso di blackout.
Il rischio, in caso di mancanza di corrente, riguarderebbe attività delicate come emodialisi, sale operatorie, pronto soccorso e shock room, che devono restare operative senza interruzioni. I gruppi di continuità e i gruppi elettrogeni presenti negli ospedali entrano automaticamente in funzione quando si verifica un’interruzione elettrica.
La Regione Lombardia punta quindi a prevenire gli effetti indiretti del caldo, compresi i possibili problemi legati alla rete elettrica e all’aumento degli accessi sanitari. L’obiettivo dichiarato è mantenere stabile l’assistenza, proteggere i cittadini più fragili e garantire una risposta rapida nelle aree dove la domanda di soccorso cresce con maggiore intensità.
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