San Siro, prende il via la Vas sul nuovo stadio e sulla riqualificazione dell’area
25/03/2026
Il percorso amministrativo per la trasformazione dell’area di San Siro entra in una fase decisiva. Il Comune di Milano ha infatti pubblicato la determina di avvio del procedimento di Valutazione Ambientale Strategica relativa alla proposta di Piano Attuativo denominato “GFU San Siro”, passaggio che apre formalmente l’iter destinato a condurre prima all’adozione del Piano e poi all’approvazione del progetto legato al nuovo stadio e alla ridefinizione complessiva dell’intero comparto urbano.
Si tratta di uno snodo rilevante non soltanto sul piano tecnico, ma anche su quello politico e urbanistico, perché mette in moto una delle operazioni più complesse e discusse degli ultimi anni a Milano. Il progetto, infatti, non riguarda esclusivamente la realizzazione del nuovo impianto sportivo, ma interviene su una porzione strategica della città, modificandone assetto infrastrutturale, funzioni urbanistiche, dotazioni verdi e rapporto con l’attuale Stadio Meazza.
Il primo stralcio: nuovo stadio, Tunnel Patroclo e demolizione parziale del Meazza
L’avvio della Vas rappresenta il primo tassello di un iter che porterà all’adozione del Piano Attuativo e, successivamente, all’approvazione del PFTE relativo al cosiddetto Stralcio funzionale 1. È qui che si concentra la parte più immediatamente visibile e simbolica dell’operazione: lo spostamento del Tunnel Patroclo, la costruzione del nuovo stadio e la demolizione parziale dell’attuale Meazza.
Il Tunnel Patroclo, indicato come opera pubblica realizzata dal privato a scomputo degli oneri di urbanizzazione, costituisce uno degli interventi infrastrutturali più significativi dell’intero disegno. Non si parla, dunque, soltanto di un impianto sportivo di nuova generazione, ma di una trasformazione che richiede un riassetto funzionale della mobilità e delle connessioni urbane in un quadrante già oggi particolarmente delicato sotto il profilo dei flussi e dell’accessibilità.
Questo primo stralcio sarà attuato attraverso la presentazione di un progetto di fattibilità tecnico-economica approvato nell’ambito della Conferenza di Servizi che sarà indetta dalla Regione Lombardia ai sensi della cosiddetta Legge Stadi, ma soltanto dopo l’approvazione del Piano Attuativo riferito all’intera GFU. Il rapporto tra i diversi livelli procedurali, dunque, appare già chiaramente definito: prima la cornice urbanistica complessiva, poi l’attuazione del primo segmento operativo.
Il secondo stralcio e la nuova configurazione urbana dell’area
La riqualificazione della GFU San Siro è stata infatti strutturata in due stralci funzionali, come previsto nel contratto di compravendita e nella Convenzione Quadro. Il secondo stralcio avrà un profilo diverso rispetto al primo, meno centrato sull’impianto sportivo e più orientato alla ridefinizione urbanistica dell’area nel suo insieme.
Questo segmento prevede la rifunzionalizzazione della parte conservata dell’attuale Stadio Meazza, lo sviluppo di altre funzioni private, tra cui quelle terziarie e commerciali, entro i limiti della superficie lorda non collocata nel nuovo stadio, oltre alla realizzazione delle aree verdi. Un elemento di particolare rilievo riguarda proprio il verde urbano: 80mila metri quadrati saranno infatti ceduti al Comune di Milano, contribuendo a definire una parte importante della compensazione pubblica prevista nell’ambito dell’intervento.
Il secondo stralcio verrà attuato mediante l’approvazione di un progetto urbanistico di dettaglio coerente con il Piano Attuativo generale. In altre parole, la trasformazione sarà guidata da una regia complessiva, dentro la quale i singoli passaggi operativi dovranno mantenere coerenza con il disegno approvato sull’intera area.
La vendita dell’area e l’obiettivo di aprire i cantieri nel 2027
L’avvio del procedimento di Vas arriva dopo un passaggio già decisivo, avvenuto lo scorso 5 novembre, con la vendita della GFU San Siro, comprensiva dello Stadio Meazza, alla società Stadio San Siro S.p.A., partecipata interamente da Inter e Milan. È questo il presupposto che ha consentito di entrare nella fase attuativa dell’operazione, trasformando in percorso amministrativo concreto un progetto che per lungo tempo era rimasto al centro del confronto pubblico e istituzionale.
Comune di Milano e Regione Lombardia hanno già condiviso i principali passaggi necessari all’attuazione del programma e si preparano a sottoscrivere, nelle prossime settimane, un accordo con la partecipazione anche della società proprietaria, con l’obiettivo dichiarato di chiudere l’iter approvativo in tempo utile per consentire l’avvio dei lavori nel secondo semestre del 2027.
È una tempistica che conferma la volontà delle istituzioni di dare continuità al procedimento senza ulteriori rallentamenti, pur dentro un quadro che resta complesso e destinato a richiedere verifiche puntuali sotto il profilo ambientale, urbanistico e infrastrutturale. La pubblicazione della determina non chiude alcun capitolo, ma segna l’avvio di una fase in cui il progetto dovrà confrontarsi con le valutazioni tecniche, con il percorso autorizzativo e con le implicazioni concrete di una trasformazione destinata a incidere profondamente su uno dei luoghi più identitari della città.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.