Milano, rapina di gruppo contro un 17enne in bus a Rogoredo: domiciliari per tre giovani
27/03/2026
La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito sabato 21 marzo un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di tre giovani italiani, ritenuti responsabili di una rapina in concorso commessa nel novembre 2025 ai danni di un ragazzo georgiano di 17 anni, che in seguito all’aggressione riportò lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.
I destinatari del provvedimento sono un 19enne, un 20enne, entrambi con precedenti di polizia, e un altro 19enne incensurato. L’indagine è stata condotta dai poliziotti del Commissariato Mecenate e trae origine dall’intervento effettuato da una volante di via Quintiliano nella notte del 16 novembre scorso, in via Rogoredo, poco dopo le 3 del mattino.
L’aggressione sul bus notturno e la prima fuga della vittima
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane georgiano si trovava a bordo dell’autobus della linea notturna sostitutiva della M3 quando sarebbe stato aggredito da circa venti ragazzi con calci e pugni. All’origine della violenza ci sarebbe stata una richiesta rivolta a uno di loro: smettere di disturbare gli altri passeggeri presenti sul mezzo. Da quel momento la situazione sarebbe precipitata in pochi istanti.
Giunto all’altezza di piazza Mistral, il conducente dell’autobus ha fermato il mezzo su segnalazione di un passeggero. Non riuscendo a vedere con precisione quanto stava accadendo all’interno, anche a causa dell’elevato numero di persone a bordo, ha aperto le porte permettendo al ragazzo di scendere immediatamente. Solo una volta a terra, il 17enne si è accorto di essere stato derubato del telefono cellulare.
Raggiunge di nuovo il bus, poi viene rapinato anche di giubbotto e scarpe
Nel tentativo di recuperare il cellulare e fermare gli aggressori, il ragazzo ha utilizzato il monopattino di un conoscente che si trovava in zona in quel momento ed è riuscito a raggiungere nuovamente il bus, chiedendo all’autista di chiamare la polizia. È stato però proprio in questa fase che la situazione, secondo gli accertamenti, è degenerata una seconda volta.
Una parte del gruppo che lo aveva già aggredito poco prima sarebbe infatti scesa dal mezzo, lo avrebbe minacciato e, dopo averlo fatto cadere a terra, lo avrebbe colpito ancora con calci e pugni. In quell’occasione il giovane sarebbe stato rapinato non solo del cellulare, ma anche di un giubbotto, delle sneakers e di una felpa. Proprio uno di questi indumenti, la felpa, è stato poi trovato dai poliziotti nelle mani di uno dei tre giovani fermati subito dopo, mentre il resto del gruppo è riuscito a fuggire.
Le indagini del Commissariato Mecenate e i domiciliari
Non essendoci, secondo quanto riferito, i presupposti per procedere all’arresto in flagranza, l’attività investigativa è proseguita nei giorni successivi attraverso l’acquisizione della denuncia della vittima, della testimonianza dell’autista del bus e l’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza. Proprio questi elementi hanno consentito ai poliziotti di ricostruire la dinamica della rapina e di individuare le responsabilità contestate ai tre giovani raggiunti dalla misura cautelare.
L’ordinanza è stata notificata a due degli indagati presso le rispettive abitazioni, mentre uno dei due 19enni è stato raggiunto dal provvedimento nel carcere di San Vittore, dove si trova detenuto per altra causa. La vicenda riporta l’attenzione su un episodio di violenza particolarmente grave, maturato in un contesto di gruppo e in un servizio pubblico notturno, con una vittima minorenne colpita due volte nel giro di pochi minuti dopo aver cercato di reagire e chiedere aiuto.
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Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia