Milano, movida sicura: premialità per i locali che aderiscono al Protocollo
02/09/2026
I pubblici esercizi delle principali zone della movida milanese possono aderire volontariamente al Protocollo della Prefettura di Milano sul divertimento notturno, assumendo una serie di impegni in materia di sicurezza, prevenzione e collaborazione con le autorità. Per gli operatori che rispettano le regole previste sono collegati anche specifici meccanismi premiali, che potranno essere considerati dal Questore nell’ambito delle valutazioni su eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della licenza ai sensi dell’articolo 100 del TULPS. A illustrare le caratteristiche dell’accordo è EPAM FIPE Milano, tra i soggetti firmatari del Protocollo.
Adesione valutata in caso di sospensione della licenza
Uno degli elementi centrali riguarda il riconoscimento dei comportamenti adottati dagli esercenti per migliorare la sicurezza dei locali e delle aree circostanti. Quando vengono valutati eventuali provvedimenti previsti dall’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, il Questore può tenere conto dell’adesione al Protocollo e dell’effettivo rispetto degli impegni sottoscritti.
Il meccanismo non opera in maniera automatica. La valutazione considera infatti la condotta complessiva dell’impresa, l’eventuale presenza di recenti provvedimenti e il livello di collaborazione garantito alle autorità nella gestione delle situazioni problematiche.
Il Protocollo territoriale dà applicazione alle Linee guida adottate dal ministro dell’Interno con il decreto del 21 gennaio 2025, nell’ambito del percorso normativo previsto dall’articolo 21-bis del decreto legge 113/2018.
Dai Navigli a Brera, le zone interessate
L’accordo riguarda gli esercizi presenti nelle aree di Milano maggiormente interessate dalla vita notturna. Tra queste figurano Darsena, Navigli, Ticinese, Tortona, Brera, Arco della Pace, Isola e NoLo, oltre alle zone di corso Garibaldi, Gae Aulenti, corso Como e via Monte Grappa.
Il perimetro comprende inoltre Buonarroti, Cinque Vie, Colonne di San Lorenzo, piazzale Archinto, quartiere Lazzaretto, via Lecco e via Melzo, piazza Minniti e via Borsieri, via Sarpi, via Canonica, largo Gadda, via Cesariano e l’area Bicocca, insieme alle altre zone indicate dal Protocollo.
Alcol, sicurezza, illuminazione e formazione del personale
L’adesione è volontaria, ma comporta l’assunzione di diversi impegni. Gli esercenti devono rispettare le norme sulla vendita e somministrazione di bevande alcoliche, comprese quelle relative ai minori e agli orari, garantire un’adeguata gestione dell’ingresso e della permanenza dei clienti e segnalare tempestivamente alle forze di polizia eventuali situazioni di illegalità o pericolo.
Il Protocollo richiama anche l’adeguata illuminazione delle aree utilizzate dall’attività, la formazione degli addetti, la sensibilizzazione della clientela e il rispetto delle ordinanze comunali. Particolare attenzione viene richiesta al decoro delle pertinenze e degli spazi immediatamente vicini ai locali, anche attraverso la raccolta di bicchieri, contenitori e rifiuti.
Tra le misure indicate compaiono inoltre sistemi di videosorveglianza adeguati alle caratteristiche dell’attività. EPAM precisa tuttavia che, per le categorie diverse dalle discoteche e dai locali di pubblico spettacolo già sottoposti a specifici obblighi, l’adesione non comporta automaticamente l’installazione ex novo di un impianto.
Un Codice di condotta anche per i clienti
Il Protocollo introduce anche un Codice di condotta dell’avventore, da esporre in modo visibile all’interno del locale e, quando disponibili, attraverso i canali online dell’esercizio.
Le regole prevedono il divieto di introdurre armi, oggetti pericolosi, sostanze stupefacenti o bevande alcoliche provenienti dall’esterno. Vengono richiamati inoltre il rispetto dei dispositivi e delle uscite di sicurezza, il divieto di abbandonare rifiuti e quello di assumere comportamenti molesti o capaci di disturbare la quiete pubblica.
Il Codice può prevedere che la violazione delle regole costituisca un motivo legittimo per rifiutare la prestazione al cliente, con riferimento all’articolo 187 del Regolamento di esecuzione del TULPS.
Le imprese interessate possono aderire compilando l’apposito modulo e trasmettendolo alla Segreteria di EPAM FIPE Milano, che provvederà successivamente a comunicare l’adesione alla Prefettura.
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