Milano Cortina 2026, alla Fabbrica del Vapore la fotografia visionaria di Stefano Zardini
15/02/2026
Alla Fabbrica del Vapore, dal 13 febbraio al 13 aprile, prende forma un progetto espositivo che dialoga con l’attesa dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 e ne interpreta lo spirito attraverso lo sguardo di un autore cresciuto tra le Dolomiti. “A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt”, mostra del fotografo ampezzano Stefano Zardini, porta a Milano una riflessione stratificata sul paesaggio montano e sulla memoria visiva che lo attraversa.
L’iniziativa, promossa dalla Provincia di Bolzano con il patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo, è affidata alla curatela di Margherita Palli, Thina Adams e Valentina Vidali. Il progetto si articola in tre sedi – Milano, Cortina (Ikonos Art Gallery) e Plan de Corones (Lumen-Museum of Mountain Photography) – ciascuna con una selezione differente di opere, accomunate da un impianto concettuale riconoscibile: la montagna come spazio fisico e insieme interiore, come luogo di silenzi, di suoni rarefatti, di comunità resilienti.
Una trilogia tra memoria e sperimentazione
Negli ampi spazi industriali della Fabbrica del Vapore, con ingresso libero, viene presentata la trilogia completa: The Pioneers’ Passion, Snowland e Tracce – Lasciare che l’occhio squarti il paesaggio. Tre capitoli distinti per atmosfera e linguaggio, che restituiscono la versatilità di Zardini e la sua tensione verso una fotografia capace di oltrepassare il documento.
Il percorso alterna immagini che raccontano la dimensione epica e collettiva della montagna ad altre che ne esplorano l’aspetto più intimo, quasi meditativo. L’autore costruisce un ponte ideale tra la verticalità dolomitica e l’orizzonte urbano milanese, invitando il visitatore a riconsiderare la montagna non come cartolina o fondale, ma come laboratorio culturale e umano.
L’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi ha definito la mostra un progetto di forte impatto poetico e visivo, in grado di mettere in relazione l’immaginario cittadino con quello delle vette, in coerenza con l’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, che punta a connettere territori e linguaggi attraverso la cultura.
“The Pioneers’ Passion”: l’archivio che diventa contemporaneo
Cuore simbolico dell’esposizione è The Pioneers’ Passion – La pasciun di pioniers, serie che affonda le radici nell’archivio fotografico di famiglia. Zardini rielabora immagini d’epoca con interventi cromatici e grafici dal segno pop, restituendo vitalità a scatti di inizio Novecento: i primi sciatori, le discese in bob, l’eleganza del pattinaggio, le ascensioni sulle cime.
L’operazione non si limita a un recupero nostalgico. L’autore innesta sul documento storico un gesto contemporaneo, trasformando i pionieri della montagna in icone proiettate verso il futuro. Nel contesto delle imminenti Olimpiadi, quelle figure tornano a parlare di audacia, di sperimentazione, di un territorio che seppe reinventarsi fino ad accogliere i Giochi del 1956.
A completare il racconto, una selezione di fotografie d’epoca dedicate proprio alle Olimpiadi di Cortina 1956, tratte dall’archivio storico della famiglia Zardini: un controcanto documentale che radica l’intervento artistico in una memoria concreta, tramandata e custodita.
“A Visionary at Altitude” si inserisce così nel calendario culturale che accompagna Milano Cortina 2026, offrendo uno sguardo che unisce profondità storica e tensione creativa, e restituendo alla montagna la complessità di un universo fatto di paesaggi, di persone e di visioni che continuano a generare immaginario.
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Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia