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Milano cambia la raccolta differenziata: le capsule di caffè in alluminio nel sacco giallo

09/03/2026

Milano cambia la raccolta differenziata: le capsule di caffè in alluminio nel sacco giallo

A Milano il gesto quotidiano di preparare un caffè si collega ora in modo più diretto alla gestione sostenibile dei rifiuti. Le capsule di caffè in alluminio, anche se contengono residui di polvere esausta, possono essere conferite direttamente nel sacco giallo dedicato alla raccolta di plastica e metalli. Non si tratta di un dettaglio marginale: è un passaggio che modifica una consuetudine domestica consolidata e che apre a una gestione più efficiente di un materiale prezioso come l’alluminio.

La novità nasce dalla collaborazione tra il Comune di Milano, Amsa, A2A Ambiente, il Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio (CIAL) e Nespresso. Un’iniziativa che dimostra come innovazione tecnologica, amministrazione pubblica e imprese possano convergere verso un obiettivo comune: recuperare risorse che fino a ieri finivano nell’indifferenziato e reimmetterle nel ciclo produttivo.

Tecnologia e innovazione: il ruolo dell’impianto di Muggiano

Il cambiamento è reso possibile dal lavoro svolto sull’impianto di selezione di A2A Ambiente a Muggiano, alle porte della città. Qui è stata introdotta una tecnologia avanzata capace di intercettare anche frammenti di alluminio di dimensioni ridotte e peso minimo, una categoria di materiali che tradizionalmente sfugge ai processi di separazione.

Il sistema utilizza un separatore a correnti parassite, noto come ECS – Eddy Current Separator. Questa tecnologia sfrutta un campo magnetico per individuare e separare i metalli non ferrosi, tra cui l’alluminio, dal resto dei rifiuti presenti nel flusso di raccolta. Grazie a una fase di selezione più sofisticata rispetto ai sistemi tradizionali, l’impianto riesce a recuperare oggetti molto piccoli: capsule di caffè, tappi metallici, blister farmaceutici e altri componenti simili.

Il risultato è un miglioramento sostanziale della qualità del materiale recuperato. L’alluminio intercettato viene avviato alla fusione e trasformato in nuovi prodotti industriali, evitando che una risorsa preziosa venga dispersa nel ciclo dei rifiuti non riciclabili. Questo processo rappresenta uno degli esempi più avanzati in Italia di applicazione concreta dell’economia circolare.

Un materiale strategico per l’economia circolare

L’alluminio occupa una posizione particolare nel panorama dei materiali riciclabili. Può essere recuperato integralmente e riutilizzato un numero teoricamente infinito di volte senza perdere le proprie caratteristiche. Ogni ciclo di riciclo richiede inoltre circa il 95% di energia in meno rispetto alla produzione ottenuta partendo dalla bauxite, la materia prima da cui si ricava il metallo.

Per un Paese come l’Italia, privo di miniere di bauxite e quindi dipendente dalle importazioni, il recupero dell’alluminio rappresenta una strategia industriale di grande valore. Ogni capsula intercettata nel sistema di raccolta diventa un piccolo tassello di questo processo: un contributo concreto alla riduzione dei consumi energetici e alla diminuzione delle materie prime importate.

Il progetto milanese assume anche un significato normativo. A partire da agosto 2026 entrerà infatti in vigore il regolamento europeo PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation – che riconoscerà ufficialmente le capsule di caffè come imballaggi. Questo cambiamento renderà obbligatoria la loro raccolta differenziata. Milano anticipa di fatto l’applicazione della norma, dimostrando come un’evoluzione legislativa possa tradursi in pratica grazie a infrastrutture adeguate.

Raccolta differenziata più semplice per i cittadini

Per i cittadini milanesi il cambiamento si traduce soprattutto in una semplificazione. Fino a oggi le capsule in alluminio, a causa della presenza di residui di caffè e della loro struttura composita, non erano classificate come imballaggi e venivano quindi conferite nei rifiuti indifferenziati.

La possibilità di inserirle nel sacco giallo modifica questa abitudine e consente di intercettare una quantità significativa di alluminio che prima andava dispersa. Secondo l’assessora all’Ambiente Elena Grandi, il provvedimento rappresenta un passo avanti sia nella qualità della raccolta differenziata sia nella partecipazione attiva dei cittadini alla gestione dei rifiuti.

Milano mantiene già un livello elevato di differenziazione, con una percentuale che supera il 63% tra le metropoli europee con più di un milione di abitanti. L’introduzione di nuove modalità di recupero, unite a campagne di informazione mirate, può contribuire ad aumentare ulteriormente questi risultati.

Per accompagnare il cambiamento è prevista infatti una campagna informativa realizzata da Amsa e CIAL con il supporto di Nespresso. Manifesti nelle strade, contenuti digitali e comunicazione sui canali social serviranno a spiegare ai cittadini come conferire correttamente le capsule usate.

Il modello sviluppato a Milano non resterà confinato ai confini della città. Il sistema verrà progressivamente esteso ai comuni dell’hinterland serviti da Amsa, con l’obiettivo di ampliare la quantità di alluminio recuperato e rendere sempre più efficace la filiera del riciclo.

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Andrea Bianchi

Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia