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Milano, arrestato un 21enne per minacce e intrusioni in parrocchia: accuse di atti persecutori

08/04/2026

Milano, arrestato un 21enne per minacce e intrusioni in parrocchia: accuse di atti persecutori

Un’escalation di minacce, intrusioni e comportamenti aggressivi avrebbe progressivamente compromesso la serenità di una comunità parrocchiale nella zona del Giambellino, a Milano, fino a determinare un clima di paura tale da modificare persino l’organizzazione ordinaria delle attività religiose e di accoglienza.

È in questo contesto che la Polizia di Stato, su coordinamento della Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito venerdì 3 aprile un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino egiziano di 21 anni, ritenuto gravemente indiziato di condotte persecutorie e minacciose ai danni di un parroco e di un’ausiliaria diocesana.

Le denunce e la ricostruzione degli investigatori

L’indagine ha preso forma nel mese di marzo, dopo le denunce presentate dalle due persone offese presso i Commissariati Lorenteggio e Porta Genova. Gli accertamenti condotti dagli agenti del Commissariato Porta Genova hanno consentito di delineare, secondo l’ipotesi investigativa, un quadro fatto di ripetuti episodi di violenza verbale, molestie e tentativi insistenti di contatto, maturati nell’arco dell’ultimo anno e rivolti contro figure ben riconoscibili della vita parrocchiale.

Stando agli elementi raccolti, il giovane avrebbe sviluppato un atteggiamento via via più ostile nei confronti del parroco, dell’ausiliaria e di altri collaboratori della chiesa, arrivando a minacce di morte, insulti, sputi e approcci invasivi, nonostante i continui inviti ad allontanarsi. Le dichiarazioni acquisite dagli investigatori descrivono una presenza ricorrente e sempre più destabilizzante, percepita come una pressione costante da chi viveva quotidianamente quegli spazi.

La vita della parrocchia condizionata dalla paura

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’attività investigativa riguarda l’impatto concreto che questa situazione avrebbe avuto sulla vita della parrocchia. Le testimonianze di volontari e fedeli, ritenute convergenti dagli inquirenti, avrebbero confermato una serie di intrusioni nei locali parrocchiali, in alcuni casi anche attraverso lo scavalcamento dei cancelli, con permanenze non autorizzate all’interno degli spazi gestiti dalla comunità. A ciò si sarebbero aggiunti disturbi durante le funzioni religiose, l’abbandono di rifiuti e comportamenti giudicati inappropriati, talvolta osceni.

Il quadro delineato dagli investigatori non si limita dunque a singoli episodi isolati, ma tratteggia una condotta insistita e ripetuta, ritenuta idonea a generare un profondo stato d’ansia nelle vittime e a incidere sull’equilibrio della comunità. La percezione di imprevedibilità attribuita all’indagato avrebbe spinto i responsabili della parrocchia a chiudere i locali al di fuori delle celebrazioni liturgiche, una decisione che misura con chiarezza il livello di allarme raggiunto.

Secondo quanto riferito, il 21enne era già stato destinatario di più ordini di allontanamento da parte delle forze dell’ordine ed era stato coinvolto in precedenti episodi di resistenza, minacce e molestie. La misura cautelare disposta dall’autorità giudiziaria si inserisce quindi in un percorso investigativo che punta a contenere una situazione ritenuta ormai incompatibile con la sicurezza delle persone coinvolte e con la normale prosecuzione della vita parrocchiale.

Resta ora affidato agli sviluppi giudiziari l’accertamento pieno delle responsabilità, mentre il provvedimento eseguito fotografa la gravità attribuita dagli inquirenti a una vicenda che ha segnato in profondità un presidio sociale e religioso del quartiere.

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Andrea Bianchi

Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia