Milano amplia i servizi diurni per la disabilità: nuovi Centri socio-educativi e più posti nei Centri diurni
17/02/2026
Il sistema cittadino dei servizi diurni per le persone con disabilità si prepara a una fase di ampliamento e riorganizzazione. Con una delibera approvata dalla Giunta, il Comune di Milano ha avviato l’iter per l’attivazione di due nuovi Centri socio-educativi (CSE) comunali che metteranno a disposizione 60 posti complessivi, rafforzando un’offerta che oggi si fonda su 18 enti convenzionati in grado di accogliere 252 persone.
L’intervento si inserisce in un percorso più ampio di revisione e qualificazione della rete, con l’obiettivo di garantire un sostegno adeguato alle persone con disabilità che necessitano di supporto elevato e di alleggerire le liste d’attesa, da tempo una delle principali criticità segnalate dalle famiglie.
Riorganizzazione dei CDD e nuovi spazi
Il provvedimento prevede anche una parziale riorganizzazione dei Centri diurni per disabili (CDD). Le strutture di via Anfossi e via Cherasco saranno trasformate in CSE; agli attuali utenti verrà assicurata la possibilità di scegliere un’alternativa all’interno della rete dei centri comunali e convenzionati, con continuità del servizio e del trasporto quotidiano.
Parallelamente, l’offerta dei CDD sarà potenziata attraverso l’ampliamento degli spazi disponibili. Il CDD Statuto potrà utilizzare l’edificio comunale adiacente di via Statuto 5, con un incremento dei posti da 20 a 30. Il CDD De Nicola, dopo interventi di riqualificazione, si trasferirà nella struttura di via San Vigilio 43, attualmente in scadenza di locazione con ATS Milano: anche in questo caso i posti passeranno da 20 a 30.
Oggi sono 835 le persone inserite nei 40 CDD comunali e convenzionati. L’aumento dei posti e la riorganizzazione delle sedi mirano a distribuire in modo più equilibrato le risorse e a rispondere in maniera più puntuale ai bisogni emergenti.
Focus sull’autismo e maggiore specializzazione
Tra le novità più rilevanti figura il rafforzamento dei servizi rivolti alle persone con disturbo dello spettro autistico. Il Comune prevede la specializzazione di almeno un CDD, attraverso un percorso formativo dedicato al personale e la riserva di posti per un’utenza con esigenze specifiche.
È inoltre prevista l’individuazione di un secondo centro comunale in cui destinare posti a minori di 16 anni con diagnosi di spettro autistico, previa autorizzazione degli enti competenti. Una scelta che punta a intercettare precocemente i bisogni e a offrire contesti educativi adeguati anche alle fasce più giovani.
L’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé ha evidenziato come il provvedimento sia il risultato di un confronto strutturato con il Tavolo permanente sulla disabilità, che riunisce rappresentanti delle famiglie, enti del Terzo settore e realtà di advocacy, oltre ai Municipi coinvolti. Un lavoro di condivisione che ha contribuito a calibrare gli interventi, con l’obiettivo di ampliare l’accesso ai servizi e garantire l’effettiva esigibilità dei diritti, a partire dalle persone più fragili.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to