La Statale Mentoring, seconda edizione: sei mesi per mettere a fuoco il lavoro che verrà
03/03/2026
C’è un momento, a ridosso della laurea o subito dopo, in cui le domande diventano più concrete delle risposte: che cosa voglio fare davvero, quali competenze posso spendere, come racconto il mio profilo senza ridurlo a un elenco di esami. Per accompagnare questo passaggio, l’Università Statale di Milano avvia la seconda edizione di “La Statale Mentoring”, un programma pensato per studenti e studentesse prossimi alla laurea e per neolaureati e neolaureate che desiderano ragionare in modo strutturato sul proprio futuro professionale.
Il progetto punta su un elemento spesso decisivo eppure difficile da reperire dentro i percorsi standard di orientamento: il confronto individuale con chi ha già attraversato lo stesso passaggio. Non si tratta di un servizio di placement né di un canale di selezione: la bussola è la crescita personale e la chiarezza degli obiettivi, costruite attraverso un dialogo continuativo e realistico.
Una relazione uno-a-uno con alumni e professionisti: come funziona il mentoring
Il programma si fonda sulla coppia mentor/mentee. Il mentor è un’alumna o un alumnus della Statale, laureato da almeno tre anni, che mette a disposizione esperienza e prospettiva: non “consiglia” in astratto, ma stimola riflessione, aiuta a leggere i passaggi critici, restituisce un punto di vista esterno su aspettative, vincoli e possibilità. Il mentee – studente, studentessa o neolaureato/a – accetta di mettersi in gioco con continuità, lavorando su consapevolezza, priorità e scelte.
La struttura è chiara: formazione iniziale per entrambe le parti, matching a maggio 2026 e poi incontri one-to-one distribuiti lungo sei mesi. È un arco temporale sufficiente per fare ordine: riconoscere attitudini e competenze, individuare obiettivi professionali credibili, allenare quelle capacità trasversali che spesso pesano quanto le conoscenze disciplinari – dal modo di comunicare al problem solving, dalla gestione del tempo alla capacità di negoziare aspettative e confini.
Candidature aperte fino al 22 marzo: chi può partecipare e cosa si ottiene
Per questa edizione, le candidature come mentee sono aperte fino al 22 marzo e riguardano studenti/esse e neolaureati/e provenienti da aree specifiche: Comunicazione, Farmacia (magistrale a ciclo unico), Filosofia/Storia, Giurisprudenza (magistrale a ciclo unico), Informatica, Lingue/Mediazione linguistica. La scelta di lavorare per ambiti consente di costruire abbinamenti più pertinenti, in cui l’esperienza del mentor possa dialogare con le domande reali del mentee.
Al termine del percorso è previsto un attestato di partecipazione, inseribile nel curriculum come evidenza di un’esperienza formativa svolta in un contesto strutturato. Tutte le informazioni operative e il bando sono disponibili nella pagina dedicata sul portale dell’Ateneo.
Redattore di Milano appassionato di eventi e sagre , scrivo le ultime notizie su Milano e provincia