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La Fiamma olimpica entra in Lombardia: tappa a Varese. Arrivo a Milano il 6 febbraio.

15/01/2026

La Fiamma olimpica entra in Lombardia: tappa a Varese. Arrivo a Milano il 6 febbraio.
Foto ScreenShot da sito ufficiale MilanoCortina 2026

L’arrivo della Fiamma olimpica a Varese, prima tappa lombarda del suo cammino, ha il sapore di quelle giornate in cui la retorica istituzionale trova finalmente una scena concreta su cui appoggiarsi: una città che si ferma, un percorso tracciato tra pubblico e volontari, il braciere che si accende e, sullo sfondo, la consapevolezza che la cerimonia di apertura dei Giochi è ormai a portata di calendario. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, presente a Varese, ha parlato di “traguardo vicinissimo” e di un sogno inseguito con determinazione dal 2019, legando il passaggio della Fiamma all’idea di una Lombardia capace di ospitare “l’evento sportivo più importante” e di trasformare l’appuntamento in un’eredità per i territori.

La staffetta, infatti, non è soltanto un rito televisivo: è anche un modo per misurare, città dopo città, quanto il progetto olimpico sia diventato materia pubblica, riconoscibile, discutibile, condivisa.

Varese e il “segno” della Fiamma: identità territoriale e simboli che diventano infrastruttura

Fontana, parlando dalla sua Varese, ha insistito su un punto che torna spesso nei grandi eventi: l’identità locale come fattore di coesione. Nel suo racconto, tappa dopo tappa la Fiamma attraverserà province, laghi, valli e montagne, costruendo un filo tra comunità diverse e rimettendo al centro parole come eccellenza, lavoro, passione, “saper fare”.

Il passaggio lombardo della Fiamma è fissato in una traiettoria chiara: la fiamma ha fatto il suo ingresso in Regione il 14 gennaio 2026 e arriverà a Milano il 6 febbraio, data che coincide con l’avvio dei Giochi invernali di Milano-Cortina. In mezzo, un itinerario che tocca luoghi diversi per vocazione e paesaggio, con una regia che mira a rendere visibile l’insieme, non il singolo fotogramma.

Verso Milano 6 febbraio: la staffetta come prova generale di accoglienza

Nel discorso del governatore c’è anche l’elemento “numerico”, quello che ogni amministrazione usa per dare corpo all’attesa: atleti, staff, turisti, telespettatori. Fontana arriva a evocare una platea globale enorme, parlando di miliardi di persone che seguiranno l’evento, e presenta la Lombardia come pronta ad accogliere competizioni e delegazioni. È una promessa impegnativa, perché l’accoglienza non vive di slogan: si gioca su trasporti, sicurezza, gestione dei flussi, informazione ai visitatori, tenuta dei servizi urbani quando il normale viene stressato dall’eccezionale.

Qui la staffetta assume un valore ulteriore: mette alla prova la macchina organizzativa in scala ridotta, costringe a coordinare Comuni, forze dell’ordine, volontariato, protezione civile, e restituisce ai cittadini una domanda semplice e severa — “come funzionerà quando arriveranno davvero tutti?” — mentre il calendario corre verso il 6 febbraio 2026, apertura ufficiale delle Olimpiadi invernali.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to