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Economia italiana, Confcommercio: Pil a +0,3% ad aprile

21/04/2026

Economia italiana, Confcommercio: Pil a +0,3% ad aprile

L’economia italiana ha aperto il 2026 con segnali di movimento favorevoli, ma il quadro resta esposto a fattori di instabilità internazionale. È quanto emerge dalla Congiuntura Confcommercio di aprile, che segnala una crescita del Pil stimata allo 0,3% rispetto a marzo e all’1,3% su base annua, mentre sul fronte dei consumi si registra a marzo un aumento dell’1,2% rispetto allo stesso mese del 2025. A pesare sulle prospettive di breve periodo, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi, è soprattutto il protrarsi della crisi in Medio Oriente, elemento che rende più incerta l’interpretazione dell’attuale fase congiunturale.

Consumi in crescita, trainano mobilità e comunicazione

Nel dettaglio, l’Indicatore dei Consumi Confcommercio mostra a marzo un incremento che coinvolge sia i beni sia i servizi. La spesa per i beni cresce dell’1,5%, quella per i servizi dello 0,9%, confermando una dinamica ancora espansiva della domanda interna, pur in presenza di andamenti molto diversi tra i vari comparti.

La componente più vivace è quella dei beni e servizi per la mobilità, che segna un aumento del 7,7% su base annua. Su livelli elevati si colloca anche il segmento della comunicazione, in crescita del 5%, ambito che continua a mostrare una tenuta marcata. Restano in territorio positivo, anche se con progressioni più contenute, i beni e servizi per la cura della persona (+2,3%), quelli per la casa (+1%) e il comparto abbigliamento e calzature (+0,3%).

Più debole, invece, la fotografia che riguarda altri segmenti della spesa. Per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa la variazione tendenziale si ferma a zero, interrompendo la traiettoria di crescita progressiva osservata nei mesi precedenti. In flessione risultano i beni e servizi ricreativi, che registrano un calo del 3,7%, e il comparto di alimentari, bevande e tabacchi, in diminuzione dello 0,4% rispetto a marzo dello scorso anno.

Inflazione in risalita, pesano gli energetici

Accanto ai segnali positivi che arrivano da Pil e consumi, la Congiuntura Confcommercio richiama l’attenzione sull’andamento dei prezzi. Ad aprile, secondo le stime dell’Ufficio Studi, l’inflazione dovrebbe registrare un aumento congiunturale dello 0,7%, portando il dato annuo al 2,3%. Si tratta del livello più alto dal novembre 2023.

La risalita dell’inflazione viene collegata soprattutto alle tensioni che continuano a interessare i prezzi dell’energia. È questo il punto che contribuisce a rendere più delicata la lettura del quadro economico attuale: da una parte consumi e prodotto interno lordo mantengono una dinamica positiva, dall’altra il recupero dell’inflazione e il peso delle variabili geopolitiche impongono prudenza sulle prospettive immediate.

Uno scenario che resta esposto all’incertezza internazionale

La lettura complessiva della Congiuntura di aprile restituisce quindi un sistema economico che mostra capacità di tenuta e una domanda interna ancora attiva, ma che si muove in un contesto meno lineare di quanto i soli dati aggregati possano suggerire. La crisi in Medio Oriente viene indicata come il principale fattore esterno in grado di alterare gli equilibri nel breve periodo, in particolare per gli effetti indiretti sui costi energetici e sulla fiducia.

Nel complesso, il documento di Confcommercio consegna un’immagine dell’economia italiana in moderata espansione, sostenuta dai consumi ma attraversata da elementi di fragilità che richiedono attenzione costante, soprattutto nella valutazione dei prossimi mesi.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to