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Disabilità nei servizi 0-6, Assonidi chiede un tavolo urgente

28/08/2026

Disabilità nei servizi 0-6, Assonidi chiede un tavolo urgente

Aprire rapidamente un confronto tra Stato, Regioni, enti locali e rappresentanti dei servizi educativi per garantire ai bambini con disabilità una frequenza piena e un sostegno adeguato nei percorsi 0-6. È la richiesta avanzata da ASSONIDI dopo la sentenza n. 23363 del 16 luglio 2026 della Corte di Cassazione, che ha affermato un principio preciso: la carenza di ore di sostegno non può determinare una riduzione dell’orario di frequenza di un bambino con disabilità.

La Cassazione: meno sostegno non può ridurre la frequenza

L’associazione condivide la posizione espressa dai giudici e richiama il diritto dei bambini all’accoglienza, alla continuità educativa e alla partecipazione alla vita della comunità. Secondo ASSONIDI, ogni minore deve poter seguire il proprio percorso educativo nel rispetto delle esigenze individuali, senza che eventuali difficoltà organizzative o carenze di personale finiscano per limitarne la presenza nei servizi.

La decisione della Cassazione, tuttavia, porta nuovamente al centro del dibattito un problema che riguarda l’organizzazione complessiva del sistema educativo 0-6. Per assicurare un’inclusione effettiva, sostiene l’associazione, occorrono educatori adeguatamente formati, professionalità specifiche, continuità negli interventi e risorse economiche sufficienti.

Il rischio segnalato è che strutture e gestori si trovino chiamati a garantire prestazioni aggiuntive senza poter contare sugli strumenti necessari per organizzarle. Una situazione che potrebbe creare differenze territoriali e difficoltà operative proprio nei servizi chiamati ad assicurare la piena partecipazione dei bambini.

Ortalli: servono risorse e responsabilità definite

La presidente di ASSONIDI, Federica Ortalli, ha ribadito la condivisione del principio fissato dalla Cassazione, precisando però che le singole strutture educative non possono essere lasciate sole nella gestione di una questione che coinvolge l’intero sistema.

L’associazione chiede quindi regole più chiare sulla distribuzione delle responsabilità tra amministrazioni, servizi e altri soggetti coinvolti, insieme a finanziamenti adeguati per assicurare il personale e gli interventi necessari. L’obiettivo è evitare che l’applicazione dei diritti riconosciuti ai bambini dipenda dalle disponibilità economiche o organizzative delle singole strutture.

Richiesto un confronto tra Stato, Regioni ed enti locali

ASSONIDI propone l’apertura di un tavolo istituzionale urgente con la partecipazione dello Stato, delle Regioni, degli enti locali e dei rappresentanti dei servizi educativi pubblici, privati e paritari.

Il confronto dovrebbe individuare modalità di intervento omogenee sul territorio nazionale, definire con precisione competenze e responsabilità e mettere a disposizione strumenti di sostegno capaci di consentire alle strutture di garantire la presenza e l’accompagnamento educativo dei bambini con disabilità.

Per l’associazione, la questione coinvolge contemporaneamente famiglie, educatori, gestori e istituzioni e richiede quindi una risposta condivisa. Il segretario di ASSONIDI, Paolo Uniti, ha ribadito che nessuno dei soggetti coinvolti può affrontare autonomamente il problema e che ciascuno deve poter contare su un sistema organizzativo e finanziario adeguato.

ASSONIDI ha infine comunicato la propria disponibilità a partecipare al confronto istituzionale, mettendo a disposizione l’esperienza maturata quotidianamente dalle imprese e dai servizi educativi rappresentati dall’associazione.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to