Dan Peterson, 90 anni da “Numero 1”: Palazzo Lombardia festeggia il Coach e la sua lezione di squadra
25/02/2026
C’è un tipo di compleanno che non somiglia a una ricorrenza, ma a un abbraccio collettivo. Martedì sera, 24 febbraio 2026, al Belvedere “Berlusconi” di Palazzo Lombardia, la Regione ha reso omaggio a Dan Peterson, 90 anni, figura che in Italia ha fatto molto più che allenare: ha insegnato un linguaggio, ha reso popolare un modo di stare in campo e, per estensione, un modo di stare nel lavoro e nella vita.
Un tributo tra istituzioni, campioni e giovani atleti
La serata ha riunito un centinaio di persone fra rappresentanti istituzionali, società sportive e tanti ragazzi delle realtà cestistiche milanesi e dell’hinterland. A fare gli onori di casa, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, insieme al sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani Federica Picchi, promotrice dell’iniziativa.
Fontana ha scelto un tono personale, da appassionato, ricordando Peterson come trascinatore e motivatore, oltre che per le competenze tecniche e per la seconda vita da telecronista capace di avvicinare generazioni diverse a NBA e pallacanestro.
A moderare l’incontro, Mino Taveri, con un dialogo costruito su ricordi, ironia e passaggi di testimone. Accanto a Peterson, due nomi che raccontano epoche diverse ma la stessa tradizione: Dino Meneghin e Vittorio Gallinari. Con loro anche esponenti dell’Olimpia Milano, dal general manager Christos Stavropoulos all’allenatore Peppe Poeta, in un’atmosfera che ha tenuto insieme memoria e presente.
Il basket che cresce e il valore educativo di chi allena
Durante l’evento è stato richiamato anche un dato che inquadra la Lombardia come uno dei motori del movimento: secondo quanto riportato, il basket è fra gli sport più praticati in regione e registra la crescita più marcata nel tasso di tesseramento, con un incremento indicato del 132% tra il 2019 e il 2022; le province con la maggiore incidenza sarebbero Milano, Brescia e Varese.
Ma il punto più interessante non è numerico: è culturale. Picchi ha insistito sul ruolo educativo degli allenatori, raccontando Peterson come modello per la capacità di formare persone prima ancora che giocatori, di insegnare regole, spirito di squadra e cura dei dettagli. È una chiave coerente con la sua fama: “coach” come mestiere, sì, ma anche come attitudine a rendere gli altri migliori senza bisogno di alzare la voce.
In fondo, l’icona di Peterson in Italia nasce qui: dall’aver fatto della pallacanestro un linguaggio popolare e, allo stesso tempo, un ponte tra generazioni. A 90 anni, celebrarlo in un luogo simbolico come il Belvedere di Palazzo Lombardia significa riconoscere che lo sport, quando è raccontato bene e vissuto con serietà, diventa parte del patrimonio civile di una comunità.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to