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Spreco alimentare: dalle eccedenze recuperate all’economia circolare, le iniziative Confcommercio per una filiera più sostenibile

18/02/2026

Spreco alimentare: dalle eccedenze recuperate all’economia circolare, le iniziative Confcommercio per una filiera più sostenibile

Dopo la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, è stata promossa dalla campagna Spreco Zero per richiamare l’attenzione su un tema che riguarda ambiente, economia e responsabilità sociale. Ridurre lo spreco significa intervenire su abitudini quotidiane, modelli produttivi e organizzazione della filiera, con un impatto diretto sulla sostenibilità dei territori.

Nel sistema Confcommercio le iniziative in questa direzione non sono episodiche, ma strutturate e diffuse. Dalla donazione delle eccedenze alimentari alle realtà del terzo settore fino a progetti di economia circolare e strumenti digitali per monitorare i consumi, l’obiettivo è trasformare un costo nascosto in una risorsa condivisa.

Dal pane alla birra: l’economia circolare che riduce gli sprechi

Tra le esperienze più emblematiche c’è Biova Project, realizzato in collaborazione con l’Associazione Panificatori di Confcommercio Milano e Como. Il pane invenduto dei forni associati viene recuperato e trasformato in birra artigianale, sostituendo dal 30% al 50% del malto d’orzo con prodotto recuperato. Il risultato è duplice: riduzione dello spreco alimentare e minore impatto ambientale, grazie a un utilizzo più efficiente delle materie prime.

Nel settore ortofrutticolo sono attivi sistemi strutturati di recupero delle eccedenze, destinate a fondazioni benefiche e organizzazioni del terzo settore. Si tratta di una pratica che consente di intercettare prodotti ancora perfettamente idonei al consumo, evitando che diventino rifiuto e rafforzando al contempo la rete solidale.

Anche macellai e aziende agroalimentari stanno intervenendo a monte del processo produttivo, calibrando i volumi sulla domanda reale. Una pianificazione più accurata riduce le eccedenze e limita le perdite, con benefici economici per le imprese e ambientali per l’intera filiera.

Strumenti digitali e cultura del consumo consapevole

Nel comparto turistico e della ristorazione è operativo lo “Sprecometro”, un’applicazione che permette di monitorare lo spreco domestico e valutarne l’impatto ambientale. Lo strumento non si limita a raccogliere dati, ma punta a rendere visibile ciò che spesso rimane invisibile: la quantità di cibo gettato e le emissioni associate.

Accanto a questo debutta il “Donometro”, piattaforma digitale pensata per facilitare il recupero delle piccole eccedenze di bar, pasticcerie e ristoranti. Il sistema semplifica l’incontro tra chi ha prodotti invenduti e chi può redistribuirli, riducendo gli ostacoli operativi che spesso frenano le donazioni.

Prosegue inoltre il progetto “Rimpiattino”, versione italiana della doggy bag, che incoraggia i clienti a portare a casa il cibo non consumato. L’iniziativa si affianca alla campagna “Love Food No Waste”, che mette a disposizione dei locali aderenti kit antispreco e materiali informativi per sensibilizzare la clientela.

Lungo tutta la filiera emerge una strategia che combina innovazione, organizzazione e cambiamento culturale. La prevenzione dello spreco non si esaurisce in una giornata simbolica, ma richiede continuità e strumenti concreti. In questo quadro, le azioni promosse dal sistema Confcommercio mostrano come la sostenibilità possa tradursi in pratiche operative, capaci di coniugare responsabilità ambientale e valore economico.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to