Riso e clima: l’Italia laboratorio di innovazione
di Redazione
02/10/2025
Domani, alle ore 15.00, la Cavallerizza del Castello Sforzesco di Vigevano ospiterà il workshop promosso da Legambiente nell’ambito degli Stati Generali del Riso Italiano. Un incontro che mette al centro un tema spesso sottovalutato: l’impatto delle risaie sulle emissioni di metano e le opportunità che la ricerca scientifica offre per ridurlo.
Il peso delle risaie italiane
In Italia la superficie coltivata a riso rappresenta meno del 2% delle aree agricole, ma la produzione nazionale copre circa metà del fabbisogno europeo. Questo primato ha un rovescio: le risaie italiane rilasciano ogni anno oltre 55.000 tonnellate di metano, un gas con un potere climalterante 84 volte superiore a quello della CO2. Pur rappresentando meno dello 0,4% delle emissioni nazionali totali, il settore è la quarta fonte agricola di gas serra.
Ricerca e sperimentazioni
Il seminario vedrà la partecipazione di università, enti di ricerca e produttori. Saranno presentati i primi risultati di progetti pilota che testano nuove tecniche colturali: metodi di irrigazione alternata, varietà più resilienti e pratiche agronomiche capaci di ridurre il rilascio di metano. L’iniziativa si inserisce nella campagna “MetaNO – Coltiviamo un altro clima”, che punta a dare all’Italia un ruolo guida negli impegni del Global Methane Pledge.
Come ha ricordato Damiano Di Simine di Legambiente Lombardia, il riso non è solo un’eccellenza del made in Italy, ma una risorsa vitale per miliardi di persone nel mondo, soprattutto in Asia, dove la coltivazione contribuisce al 9% delle emissioni globali di metano. Rendere la filiera più sostenibile significa dunque rafforzare il valore del prodotto e al tempo stesso incidere sulla lotta al cambiamento climatico.
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