Regione Lombardia investe sulla prevenzione del disagio sociale nei luoghi di aggregazione
04/02/2026
Regione Lombardia rafforza il proprio impegno sul fronte della prevenzione del disagio sociale e della promozione dell’inclusione con l’approvazione della misura “Percorsi di prevenzione e limitazione dei rischi nei luoghi di aggregazione e di divertimento giovanile e di contrasto al disagio di giovani e adulti a rischio di marginalità”. L’intervento, finanziato nell’ambito del PR FSE+ 2021-2027, coprirà il biennio 2026-2028 e si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento delle politiche sociali regionali.
La misura nasce dalla consapevolezza che il disagio, se intercettato in fase precoce, può essere affrontato in modo più efficace, evitando che si trasformi in emergenza sociale. L’attenzione è rivolta in particolare ai contesti di aggregazione giovanile, ai luoghi del divertimento e alle situazioni di marginalità grave che coinvolgono sia giovani sia adulti, spesso caratterizzate da bisogni complessi e interconnessi.
Dodici milioni di euro per interventi di prossimità e inclusione
Con una dotazione complessiva di 12 milioni di euro, Regione Lombardia intende sostenere progetti territoriali capaci di operare direttamente nei luoghi di vita delle persone. Le risorse saranno destinate a iniziative che prevedono azioni di prossimità, attività di outreach e servizi di presa in carico integrata, con l’obiettivo di agganciare precocemente le situazioni di fragilità e costruire percorsi di accompagnamento personalizzati.
I progetti finanziati dovranno valorizzare il lavoro in rete, rafforzando la collaborazione tra servizi sociali, sociosanitari e sanitari. Un approccio che punta a superare la frammentazione degli interventi e a garantire risposte tempestive e coordinate, in grado di adattarsi alle diverse condizioni di vulnerabilità presenti sul territorio.
La prevenzione come scelta strategica di politica sociale
“La prevenzione e l’inclusione sono scelte che permettono di intervenire prima che il disagio diventi emergenza”, ha sottolineato Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità. Secondo l’assessore, investire su percorsi di intercettazione precoce significa riconoscere il valore del lavoro quotidiano svolto dalle reti territoriali e dagli operatori che operano a stretto contatto con le persone più fragili.
L’obiettivo dichiarato è sostenere iniziative capaci di offrire risposte concrete, integrate e rispettose della dignità individuale, intervenendo direttamente nei luoghi di aggregazione e di vita quotidiana. Un impegno che guarda anche alla sicurezza e alla coesione sociale, intese come esito di politiche inclusive e non come semplice controllo del disagio.
Un sistema coordinato vicino ai territori
La nuova misura si colloca all’interno di un quadro più ampio di politiche regionali orientate alla promozione delle pari opportunità e dell’inclusione sociale. Con questo intervento, Regione Lombardia compie un ulteriore passo verso la costruzione di un sistema coordinato, capace di leggere i bisogni emergenti e di agire in modo flessibile e mirato.
Il territorio viene così riconosciuto come primo presidio di inclusione, luogo in cui il disagio può essere intercettato, compreso e affrontato attraverso strumenti di prevenzione, accompagnamento e integrazione sociale. Un’impostazione che punta a rendere strutturali pratiche di intervento spesso sperimentali, trasformandole in politiche stabili e continuative.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to