Caricamento...

Milano 365 Logo Milano 365

Regione Lombardia, al via il bando “Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni 2026” per sostenere i negozi di prossimità

29/01/2026

Regione Lombardia, al via il bando “Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni 2026” per sostenere i negozi di prossimità

Contrastare lo spopolamento, garantire servizi essenziali e rafforzare la vita economica dei territori più piccoli: è su queste direttrici che si muove il nuovo bando “Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni 2026”, promosso da Regione Lombardia. L’iniziativa è rivolta ai Comuni lombardi con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti e alle frazioni di tutti i Comuni della regione, con l’obiettivo di favorire l’apertura di attività di commercio al dettaglio di alimentari e generi di prima necessità, laddove questi servizi risultino assenti o carenti.

Il bando mette a disposizione contributi a fondo perduto fino a 40.000 euro, coprendo fino all’80% delle spese ammissibili, per sostenere i costi di avvio di nuove imprese o nuove unità locali. Una misura pensata per rendere sostenibile, anche dal punto di vista economico, l’apertura di piccoli negozi che svolgono una funzione sociale oltre che commerciale.

A chi si rivolge il bando e quali attività sono ammesse

Possono presentare domanda le nuove imprese iscritte al Registro Imprese e attive dal 1° giugno 2025, così come le imprese già esistenti che abbiano aperto una nuova unità locale a partire dalla stessa data. È richiesto il rispetto degli obblighi contributivi e assicurativi e la regolarità della posizione DURC.

Le attività ammissibili devono esercitare prevalentemente il commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e di prima necessità, rientrando in specifici codici Ateco legati, ad esempio, alla vendita di generi alimentari, frutta e verdura, carne, pesce, pane, pasticceria, latticini e altri prodotti alimentari. Un requisito centrale riguarda il territorio: l’attività deve insediarsi in Comuni o frazioni che risultino privi di esercizi analoghi da almeno sei mesi.

Entità del contributo e spese finanziabili

Il contributo massimo raggiunge i 40.000 euro nei casi in cui il Comune o la frazione siano totalmente sprovvisti di attività alimentari di prossimità; scende a 20.000 euro se sono presenti esercizi simili ma con codici Ateco diversi. È previsto un investimento minimo di 3.000 euro, composto da spese in conto capitale e, in misura non superiore al 20%, da spese correnti.

Tra le spese ammissibili rientrano l’acquisto di arredi e attrezzature, interventi di ristrutturazione, software gestionali, hardware, registrazione di marchi e brevetti, consulenze specialistiche, canoni di locazione, attività di comunicazione e promozione. Le spese devono essere sostenute tra il 1° giugno 2025 e il 31 dicembre 2026.

Modalità di accesso e criteri di valutazione

Le domande possono essere presentate esclusivamente online fino alle ore 16 del 12 novembre 2026. Ogni impresa può presentare una sola domanda, corredata da un’attestazione del Comune che certifichi l’assenza di attività analoghe sul territorio e la coerenza dell’iniziativa con i bisogni della popolazione residente.

I progetti saranno valutati sulla base della coerenza con le finalità del bando, della qualità progettuale e dei servizi aggiuntivi offerti alla comunità. Il finanziamento sarà assegnato in ordine cronologico, a parità di requisiti e con un punteggio minimo di ammissibilità.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to