Quando prenotare un volo per risparmiare? I nostri consigli!
26/01/2026
Quando si cerca il momento “perfetto” per prenotare un volo, si rischia di inseguire regole rigide che funzionano solo a metà, perché il prezzo non dipende da un calendario fisso ma da domanda, capacità, concorrenza e strategia tariffaria, con oscillazioni che cambiano molto tra rotte domestiche e internazionali, periodi di punta e giorni feriali. Una guida utile non promette il “giorno magico”, ma propone una logica decisionale: individuare una finestra temporale in cui, statisticamente, i prezzi tendono a essere più favorevoli, impostare alert e decidere quando comprare in base a trend e flessibilità. Anche le indicazioni più citate negli ultimi report convergono su un’idea semplice, cioè evitare sia l’ultimo minuto sia l’eccessivo anticipo, puntando a un intervallo “Goldilocks” che varia per distanza e stagionalità.
La “finestra giusta” esiste, ma cambia per tratta e stagione
Ragionando per probabilità e non per certezze, i dati condivisi da strumenti e report di settore indicano che per molte tratte nazionali o regionali la fascia più conveniente tende a collocarsi a poche settimane dalla partenza, con un punto medio attorno a uno–due mesi, mentre per diverse tratte intercontinentali o molto richieste la finestra si allarga e spesso richiede più anticipo. Google, in un’analisi legata ai trend dei viaggi, ha riportato che per i prezzi migliori la prenotazione media si colloca intorno a 39 giorni prima per i voli domestici e 49+ giorni prima per gli internazionali, con la cautela che si tratta di medie e non di garanzie sul singolo volo.
Spostando lo sguardo sul 2026, diverse sintesi basate su dati di Google Flights e Skyscanner descrivono una finestra di 1–3 mesi per molte tratte domestiche fuori picco e 4–10 mesi per molte tratte internazionali, con la raccomandazione di anticipare quando si viaggia in periodi ad alta domanda, come festività e vacanze scolastiche. In termini pratici, questo significa che una Roma–Parigi a febbraio può premiare un acquisto a 4–8 settimane, mentre un viaggio estivo verso destinazioni molto richieste può richiedere una scelta più anticipata per evitare i rialzi progressivi legati al riempimento.
Cosa fa salire i prezzi: dinamiche reali e segnali da leggere
Capire perché i prezzi cambiano aiuta più di qualsiasi “trick”, perché molte oscillazioni sono una risposta alla domanda e alla disponibilità residua, con aumenti che tendono a intensificarsi quando ci si avvicina alla partenza e quando alcune classi tariffarie si esauriscono. Studi accademici sulla dinamica dei prezzi e sulla disponibilità dei posti descrivono come le compagnie aumentino i prezzi man mano che ci si avvicina al decollo, anche per catturare una domanda più rigida, tipicamente business o urgente. A livello operativo, questo si traduce spesso in “scalini” tariffari che diventano più frequenti nelle ultime tre settimane, motivo per cui rimandare troppo, anche quando il prezzo sembra stabile, può portare a un salto improvviso.
Anche la rotta conta, perché su tratte con molta concorrenza e molte frequenze le compagnie hanno più margine per lanciare promozioni o riallocare capacità, mentre su tratte con poche alternative la tariffazione è più rigida. L’alta stagione amplifica tutto: quando tutti cercano gli stessi giorni, la disponibilità scende più in fretta e il prezzo sale più spesso, e questo è il motivo per cui una regola generica tipo “prenota 6 settimane prima” può funzionare in bassa stagione e fallire completamente a Natale o ad agosto. In quelle settimane, il risparmio si crea più con flessibilità su date e orari che con l’attesa.
Il giorno migliore per comprare e per volare: utilità e limiti delle medie
La questione “meglio comprare di domenica o di martedì” è diventata un piccolo mito, perché alcune analisi mostrano differenze medie, ma il loro valore cambia molto a seconda della rotta e del periodo. Nel report Expedia 2025, ad esempio, viene indicato che la domenica sarebbe in media il giorno più economico per prenotare, con risparmi medi rispetto a lunedì o venerdì, e viene anche evidenziato che non conta solo quando si compra ma quando si parte, con giovedì e sabato spesso più economici rispetto a domenica. Il punto pratico, però, è che queste sono medie su grandi volumi e diventano davvero utili solo se si è flessibili: se devi partire per forza di domenica, sapere che “giovedì costa meno” non cambia nulla; se puoi muoverti di un giorno, allora può cambiare molto.
Per rendere queste informazioni operative senza farsi intrappolare, conviene usare il concetto di “shift di 24–48 ore”: spostare partenza o ritorno di un giorno, evitare orari di punta e valutare uno scalo quando il prezzo diretto è alto sono azioni che spesso battono qualsiasi hack sul giorno della settimana. In molti casi, il risparmio più consistente nasce da tre leve: flessibilità (date e aeroporti), anticipo adeguato (senza arrivare a comprare troppo presto) e monitoraggio attivo (alert prezzi).
Metodo pratico: alert, tracciamento prezzi e decisione d’acquisto
Impostare un metodo ripetibile è ciò che permette di risparmiare senza passare settimane a controllare il prezzo, perché il mercato delle tariffe è dinamico e l’ansia da “ho comprato nel giorno sbagliato” è un costo mentale evitabile. Google Flights, ad esempio, mette a disposizione il tracciamento dei prezzi e indicatori sulle tendenze, con l’idea di seguire l’andamento e acquistare quando il prezzo è in linea con la finestra e con il trend. In pratica, si sceglie una rotta, si fissano date indicative, si attiva l’alert e si osserva il comportamento per una settimana o due, soprattutto se si è dentro la finestra consigliata.
Per decidere quando premere “compra”, una regola utile è quella dei tre segnali: primo, sei dentro una finestra ragionevole per il tipo di volo (ad esempio 3–8 settimane per molte tratte regionali, più mesi per alcune internazionali); secondo, il prezzo è sceso o è stabile dopo un picco; terzo, l’alternativa di date/orari non offre risparmi nettamente migliori. Se due segnali su tre sono veri, spesso conviene acquistare, perché aspettare “ancora un po’” può significare perdere una tariffa che era già corretta. Nei periodi di altissima domanda, la logica si stringe: se l’alert mostra un prezzo accettabile e la disponibilità sembra ridursi, comprare prima protegge più di quanto protegga la speranza di un calo.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to