PSA, cinque Comuni escono dalle restrizioni: Cremona torna completamente libera
di Redazione
25/11/2025
La revisione delle zone soggette a limitazioni per la Peste Suina Africana segna un passaggio rilevante per due province lombarde, con la Commissione europea che ha autorizzato l’uscita di Castelnuovo Bocca d’Adda, Maccastorna, Meleti, Cornovecchio e Crotta d’Adda dalla fascia di contenimento. Un aggiornamento che restituisce un quadro più rassicurante, soprattutto per il territorio cremonese, che torna interamente fuori dalle restrizioni.
Per la prima volta dall’inizio dell’emergenza, la provincia di Cremona non presenta più aree sottoposte ad alcuna limitazione, un risultato che l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha definito “un segnale incoraggiante per tutto il comparto”.
Una strategia che ha richiesto collaborazione e sacrifici
L’assessore ha ricordato come questo passo avanti sia frutto di un percorso articolato, costruito attraverso la cooperazione tra Regione Lombardia, Ministero dell’Agricoltura, Ministero della Salute e il Commissario straordinario Giovanni Filippini. Un lavoro che non avrebbe prodotto risultati senza l’impegno degli allevatori, dei territori e del mondo venatorio. “Gli allevatori hanno sopportato sacrifici pesanti pur di proteggere il settore”, ha sottolineato Beduschi, ringraziando la rete veterinaria regionale che ha garantito monitoraggi costanti e interventi mirati.
Il miglioramento della situazione epidemiologica non cancella però la complessità del virus. La PSA continua infatti a colpire diversi Paesi europei e richiede una vigilanza operativa costante, soprattutto in aree caratterizzate da forte presenza di fauna selvatica.
Nuove risorse per il contenimento del cinghiale
Proprio per evitare passi falsi, Beduschi ha confermato che nei prossimi giorni verranno stanziati nuovi fondi. Regione Lombardia metterà a disposizione ulteriori 210.000 euro destinati alle Province e alla Città Metropolitana, somme pensate per rafforzare le attività di contenimento del cinghiale, principale vettore della malattia, e per sostenere il lavoro delle Polizie provinciali.
La decisione europea offre dunque uno spiraglio di fiducia ma non modifica la linea di prudenza adottata dalla Regione. La gestione della PSA resta un banco di prova per l’intero sistema agroalimentare lombardo, che in questi mesi ha mostrato compattezza e capacità di adattamento.
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