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Patto territoriale agroalimentare, Milano punta su formazione e lavoro per costruire una filiera più solida

12/04/2026

Patto territoriale agroalimentare, Milano punta su formazione e lavoro per costruire una filiera più solida

La Città metropolitana di Milano prova a dare una forma più stabile all’incontro fra formazione, competenze e occupazione nel settore agroalimentare, avviando il Patto territoriale per le competenze e l’occupazione, progetto promosso con il sostegno di Regione Lombardia nell’ambito del Programma Regionale FSE+ 2021-2027.

L’ultimo incontro preparatorio, ospitato dal Centro per l’Impiego di Milano, ha segnato un passaggio operativo importante: non una semplice presentazione istituzionale, ma il momento in cui il progetto ha iniziato a misurarsi con il suo obiettivo più concreto, cioè accompagnare persone e imprese dentro un percorso di riqualificazione e inserimento professionale pensato per rispondere alle trasformazioni in corso nelle filiere agroalimentari.

L’ambizione del Patto sta proprio nella sua architettura. L’iniziativa non si limita a proporre corsi, ma punta a costruire un ecosistema capace di durare oltre la scadenza del progetto e di diventare un modello replicabile per le politiche del lavoro. In un settore che richiede sempre più competenze tecniche, capacità di adattamento e attenzione alla sostenibilità, il tentativo è quello di superare la frammentazione che spesso rende deboli gli interventi pubblici, mettendo invece in connessione enti, imprese, operatori del mercato del lavoro e soggetti della formazione.

Una regia pubblica ampia per collegare imprese, formazione e territorio

Durante l’incontro coordinato da Grazia Pietrini, responsabile Incontro Domanda Offerta e Marketing dei Servizi di Afol Metropolitana, il progetto è stato raccontato come un’esperienza di collaborazione ampia, nella quale la funzione pubblica non si limita a finanziare o accompagnare, ma assume un ruolo di regia.

Un’impostazione che la Consigliera delegata al Lavoro, Politiche sociali e pari opportunità della Città Metropolitana di Milano, Diana De Marchi, ha rivendicato con nettezza, leggendo il Patto come la dimostrazione concreta della possibilità per l’ente metropolitano di esercitare una leadership efficace sul mercato del lavoro.

Il punto politico e amministrativo è rilevante, perché chiama in causa una questione che riguarda molti territori: senza un coordinamento forte, le politiche occupazionali rischiano di disperdersi in iniziative utili ma isolate, prive di continuità e spesso incapaci di lasciare una struttura stabile.

Il Patto agroalimentare, invece, prova a organizzare una risposta più robusta, mettendo insieme competenze diverse e costruendo percorsi aderenti alle necessità reali delle imprese e delle persone in cerca di riqualificazione o reinserimento. In questa prospettiva, l’esperienza viene letta anche come un laboratorio di metodo, da affiancare ad altri progetti territoriali già attivi, come quello sviluppato nell’area della Martesana.

I corsi, i colloqui e l’interesse per le nuove professionalità del settore

Nel corso della giornata, il direttore del Settore Politiche del Lavoro, Welfare metropolitano e promozione delle pari opportunità della Città Metropolitana di Milano, Federico Ottolenghi, ha illustrato finalità e obiettivi del progetto in qualità di ente capofila, sottolineando l’eterogeneità del partenariato e la volontà di dare continuità all’iniziativa anche oltre la sua durata formale. A seguire, Stefano Cocco e Carolina Troccoli hanno presentato i tre corsi sviluppati nell’ambito del Patto, evidenziando le competenze richieste oggi dalle imprese del comparto e la necessità di costruire percorsi formativi capaci di tenere insieme preparazione tecnica e prospettive occupazionali.

Un elemento significativo emerso dall’incontro riguarda il contatto diretto con i potenziali candidati. Grazie al desk informativo dedicato, i partecipanti hanno potuto confrontarsi con selezionatori e formatori, ricevendo orientamento personalizzato e sostenendo colloqui di preiscrizione. Gli operatori di Afol Metropolitana e i selezionatori di Gi Group hanno realizzato 32 colloqui individuali, un dato che restituisce una partecipazione concreta e un interesse non generico. Fra i percorsi presentati, l’attenzione maggiore si è concentrata sul corso di Esperto di Sviluppo Rurale, segnale di come stiano emergendo professionalità sempre più legate a una visione integrata dello sviluppo agricolo, della sostenibilità e dell’innovazione territoriale.

Il ruolo di MM e la connessione tra verde urbano e competenze agricole

Particolarmente rilevante, nel quadro del Patto, è stato il contributo di MM S.p.A., soggetto strategico nel contesto milanese. Angelo Vavassori, responsabile della Divisione Verde, ha richiamato l’attenzione sulle prospettive di inserimento professionale e sulla crescente domanda di figure qualificate in grado di coniugare la gestione del verde urbano con le tecniche più avanzate dell’ambito agricolo. È un passaggio che allarga il perimetro stesso dell’agroalimentare, mostrando quanto il settore oggi intersechi temi come la cura dello spazio urbano, la sostenibilità ambientale e la manutenzione intelligente del territorio.

Qui il Patto mostra uno dei suoi aspetti più interessanti: l’idea che la collaborazione fra aziende multiservizi, sistema della formazione e servizi al lavoro non sia un semplice supporto organizzativo, ma una leva decisiva per produrre sviluppo sostenibile. In questo senso, l’iniziativa milanese non guarda soltanto all’occupazione nell’immediato. Prova piuttosto a costruire una filiera di competenze capace di rispondere a bisogni già presenti e, insieme, di preparare il territorio a quelli che emergeranno nel prossimo futuro.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to