Olimpiadi e treni: Trenord regge l’urto, 13,9 milioni di viaggi e un servizio potenziato
24/02/2026
Quando una regione ospita un grande evento sportivo, l’attenzione finisce spesso sugli impianti, sulle medaglie, sulle immagini che fanno il giro del mondo. La vera prova, però, si gioca anche lontano dalle piste e dalle arene: nelle stazioni, nei nodi di scambio, nei minuti d’attesa che diventano ore se qualcosa non funziona.
Durante le Olimpiadi invernali, il servizio ferroviario lombardo ha affrontato un aumento di domanda significativo e, stando ai dati diffusi da Trenord, ha risposto con un potenziamento strutturato dell’offerta e con risultati che la Regione rivendica come un “record” operativo.
Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile, ha collegato la performance sportiva dell’Italia — 30 medaglie — a quella del trasporto pubblico, sottolineando lo sforzo organizzativo messo in campo per garantire una mobilità moderna, puntuale e confortevole, ringraziando personale e tecnici impegnati sul campo.
I numeri del periodo olimpico: più passeggeri, più corse, rete sotto pressione
Il dato più evidente è l’incremento dei viaggiatori: 1,3 milioni in più rispetto alle frequentazioni ordinarie, pari a un +10%. Nel complesso, sulle linee servite da Trenord, si parla di 13,9 milioni di viaggi. Sono numeri che, per chi lavora sulla pianificazione del trasporto pubblico, significano gestione di flussi disomogenei, picchi ravvicinati, necessità di presidio in stazione e a bordo, capacità di intervenire in fretta quando un guasto o un ritardo rischiano di propagarsi come un domino.
Per sostenere la domanda, dal 6 al 22 febbraio Trenord ha aumentato l’offerta di oltre 200 mila treni per km, traducendo il potenziamento in 120 corse in più al giorno. È un elemento decisivo: un servizio “regge” davvero quando l’aumento di utenza non viene scaricato soltanto su convogli più pieni, ma su frequenze più alte e orari più estesi, così da distribuire il carico e ridurre le strozzature.
Collegamenti mirati e linee suburbane: l’effetto degli impianti sulla mobilità quotidiana
Il capitolo più interessante riguarda le tratte direttamente legate ai luoghi olimpici. Sul collegamento fra Milano e la Valtellina, con una corsa ogni 30 minuti e un servizio operativo dalle 4 del mattino alle 3 di notte, hanno viaggiato 483 mila passeggeri, pari a un +64% rispetto all’abituale. Qui la scelta di estendere la finestra oraria conta quanto l’aumento di frequenza: allarga il margine per chi entra ed esce dagli impianti, e riduce la pressione concentrata su poche ore.
Anche le linee suburbane di Milano, che collegavano direttamente i poli sportivi — Santagiulia Ice Hockey Arena, Milano Speed Skating Stadium, Milano Rho Ice Hockey Arena e il Villaggio Olimpico a Milano Scalo Romana — hanno registrato un salto: 6 milioni di passeggeri, cioè +15%. È il segnale che l’architettura della rete urbana e metropolitana, se ben integrata con il ferro, può spostare davvero abitudini di mobilità, alleggerendo la gomma nei momenti in cui la città rischia di bloccarsi.
Lucente ha sintetizzato l’orgoglio istituzionale con una formula efficace — “la Lombardia locomotiva d’Italia” — ma il punto, al di là dello slogan, è un altro: un grande evento mette a nudo pregi e difetti del sistema. Se la macchina regge, lascia un’eredità di procedure, coordinamento e capacità operativa che torna utile anche quando i riflettori si spengono.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to