Nucleare sostenibile e bollette: la linea di Confcommercio tra strategia e urgenze
10/02/2026
La discussione sul futuro energetico del Paese torna al centro del dibattito istituzionale e produttivo. In audizione presso le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei deputati, Giovanni Acampora, membro di Giunta di Confcommercio con delega alla transizione ecologica, ha delineato una posizione che tiene insieme visione di lungo periodo e necessità immediate delle imprese.
Per l’organizzazione che rappresenta il terziario di mercato, il nucleare sostenibile può entrare a pieno titolo nel mix energetico nazionale come leva di autonomia, stabilità del sistema e contributo agli obiettivi di decarbonizzazione. Una prospettiva che, tuttavia, non può prescindere da interventi rapidi per alleggerire il peso delle bollette, oggi uno dei principali fattori di perdita di competitività.
Il nucleare avanzato come scelta strategica
Secondo Confcommercio, le tecnologie nucleari di nuova generazione, caratterizzate da standard di sicurezza più elevati e da un impatto emissivo ridotto, rappresentano una soluzione complementare alle fonti rinnovabili. Non un’alternativa secca, ma un tassello capace di garantire continuità di approvvigionamento e di ridurre la dipendenza energetica dall’estero.
In quest’ottica, Acampora ha insistito sulla necessità che i decreti attuativi del disegno di legge delega chiariscano fin dall’inizio tempi, costi e responsabilità. La prevedibilità degli interventi e la trasparenza delle decisioni sono condizioni essenziali per evitare che il percorso verso il nucleare sostenibile produca effetti distorsivi sui conti delle imprese. Centrale, inoltre, il coinvolgimento delle associazioni di rappresentanza, degli enti locali e dei territori, soprattutto nelle scelte più sensibili come la localizzazione delle infrastrutture.
Il nodo immediato dei costi energetici
Se il nucleare guarda al medio-lungo periodo, l’emergenza per le imprese del terziario è tutta nel presente. I dati dell’Osservatorio Confcommercio Energia fotografano una dinamica preoccupante: nel 2025 la bolletta elettrica è cresciuta del 28,8% rispetto al 2019, mentre quella del gas ha registrato un aumento del 70,4%. Incrementi che comprimono i margini e rallentano gli investimenti.
Particolarmente critico il peso degli oneri generali di sistema, che incidono mediamente per circa un quinto sulla bolletta elettrica. Una revisione di queste componenti viene indicata come prioritaria, insieme a misure per calmierare le tariffe nel breve periodo.
Accanto a ciò, Confcommercio sollecita un sostegno deciso agli investimenti in efficienza energetica, autoproduzione e rinnovabili su piccola scala. Sistemi di accumulo e contratti di fornitura di lungo periodo possono offrire maggiore stabilità e prevedibilità dei costi, riducendo l’esposizione alle oscillazioni dei mercati.
La comparazione europea rafforza l’urgenza dell’intervento: Paesi come Francia e Spagna, che già utilizzano il nucleare, nel 2025 hanno sostenuto costi dell’energia elettrica sensibilmente inferiori a quelli italiani. Un divario che pesa sulla competitività e che, secondo Confcommercio, non può essere colmato senza una strategia energetica equilibrata, capace di coniugare visione industriale e tutela del tessuto imprenditoriale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to