Milano, sospesa per 15 giorni la licenza di un bar
12/02/2026
Quindici giorni di chiusura per un esercizio pubblico a Milano. Il provvedimento è stato firmato dal Questore Bruno Megale ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.), norma che attribuisce all’autorità di pubblica sicurezza il potere di intervenire quando un locale diventa punto di riferimento abituale per soggetti ritenuti pericolosi o compromette l’ordine pubblico.
La sospensione è stata notificata dagli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale al titolare dell’attività nella mattinata di ieri. Alla base della decisione vi sono gli accertamenti svolti dal Commissariato Monforte Vittoria tra maggio 2025 e gennaio 2026.
I controlli e le ragioni del provvedimento
Secondo quanto emerso dalle verifiche della Polizia di Stato, il bar sarebbe stato frequentato in modo ricorrente da persone con precedenti penali e di polizia per reati di particolare allarme sociale: minacce, lesioni personali, rapina, reati legati agli stupefacenti, reati contro il patrimonio e contro la persona, fino ad arrivare a ipotesi di adescamento di minorenni, violenza privata, danneggiamento, furto aggravato e associazione a delinquere.
Non si tratta di un elenco meramente formale. Nel linguaggio amministrativo, la “frequentazione abituale” di soggetti pregiudicati costituisce un indice che può legittimare l’intervento dell’autorità, anche in assenza di episodi specifici di violenza avvenuti all’interno del locale. L’obiettivo non è sanzionare penalmente il titolare, ma interrompere una situazione ritenuta idonea a generare rischio per la sicurezza urbana.
Il provvedimento ha natura preventiva: la sospensione della licenza per un periodo determinato mira a disarticolare dinamiche consolidate e a lanciare un segnale chiaro sul presidio del territorio. In questi casi, la misura si colloca all’interno di una più ampia strategia di controllo dei pubblici esercizi, considerati snodi sensibili nella gestione dell’ordine pubblico cittadino.
L’articolo 100 del T.U.L.P.S.: cosa prevede e perché viene applicato
L’articolo 100 del T.U.L.P.S. attribuisce al Questore la facoltà di sospendere la licenza di un esercizio, anche di vicinato, quando vi siano stati tumulti o gravi disordini, oppure quando il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose, o rappresenti comunque un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.
Si tratta di uno strumento amministrativo consolidato, spesso utilizzato nei contesti urbani ad alta densità commerciale. La sua applicazione non implica automaticamente responsabilità penali del gestore, ma richiama quest’ultimo a una vigilanza più attenta sulla clientela e sulle dinamiche interne al locale. La giurisprudenza amministrativa ha più volte ribadito che il titolare di un pubblico esercizio è tenuto a collaborare attivamente affinché l’attività non diventi punto di aggregazione stabile per soggetti dediti a condotte illecite.
Nel caso milanese, la sospensione di quindici giorni rappresenta una misura temporanea ma significativa. Per il quartiere e per gli altri esercenti della zona, è un richiamo alla responsabilità condivisa nella tutela della sicurezza collettiva. Per i cittadini, è la conferma di un’attenzione costante da parte delle forze dell’ordine verso quei contesti che, se lasciati senza controllo, possono trasformarsi in fattori di degrado e insicurezza percepita.
La chiusura temporanea di “I Sapori di Denise” si inserisce dunque in un quadro più ampio di prevenzione, dove l’equilibrio tra libertà d’impresa e tutela dell’ordine pubblico richiede interventi mirati, proporzionati e giuridicamente fondati.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to