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Milano, scoperta una bisca clandestina. Giocavano a mahjong d’azzardo in un appartamento, 13 indagati

27/01/2026

Milano, scoperta una bisca clandestina. Giocavano a mahjong d’azzardo in un appartamento, 13 indagati

Un appartamento su due livelli trasformato in sala da gioco, tre salette organizzate come un piccolo “circolo” e tavoli professionali pronti a reggere partite a puntate. La Polizia di Stato ha individuato e posto sotto sequestro una bisca clandestina a Milano, dove un gruppo di cittadini cinesi giocava a mahjong d’azzardo. L’intervento è stato condotto dagli agenti del Commissariato Comasina, che hanno ricostruito l’attività e localizzato il luogo in via Alserio: l’immobile, una volta ispezionato, è stato sottoposto a sequestro.

All’interno sono state trovate 13 persone, tutte di nazionalità cinese, di età compresa tra i 27 e i 57 anni. Per loro è scattata l’iscrizione nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato legata all’organizzazione e partecipazione a gioco d’azzardo, perché – secondo quanto emerso – non si trattava di un semplice momento ricreativo, ma di partite con puntate e gestione di denaro in contanti, in un contesto strutturato e ripetibile.

Un appartamento allestito per il gioco: tavoli professionali e contanti

L’aspetto che colpisce è l’organizzazione dello spazio. La bisca, secondo quanto riportato, operava in tre salette distinte, ciascuna dotata di un tavolo professionale per il mahjong. Questo dettaglio – la presenza di attrezzatura specifica e non improvvisata – rafforza l’idea di un’attività preparata con cura, pensata per ospitare più tavoli in contemporanea e quindi più partite, più flussi di denaro, più persone.

Durante il controllo sono stati sequestrati circa 14.600 euro in contanti, oltre a fiches e altri accessori tipici dei giochi d’azzardo, elementi che, sul piano investigativo, servono a inquadrare la natura dell’attività e il livello di operatività del luogo. In casi del genere, la differenza tra un gioco “privato” e un’attività illecita passa spesso proprio dalla struttura: spazi dedicati, strumenti specifici, presenza di denaro pronto, turnazioni e accessi non casuali.

Armi bianche e droga: il contesto che complica il quadro

Nel corso dell’intervento, nell’appartamento sono stati trovati anche un machete e una mannaia. La presenza di armi bianche in un contesto già problematico aggiunge un livello di rischio e apre ulteriori approfondimenti sul perché fossero lì, su chi ne avesse la disponibilità e su quale fosse la loro effettiva funzione.

A completare il quadro, un cittadino cinese di 36 anni è stato trovato in possesso di alcune pastiglie di metanfetamina per un totale di circa 3 grammi: per lui è scattata l’ipotesi di reato legata allo spaccio. Anche questo elemento, pur riguardando una singola posizione, contribuisce a definire l’ambiente complessivo in cui si muoveva la bisca: luoghi del genere, quando diventano abituali e protetti, possono attrarre o ospitare altre condotte illecite, dal consumo alla distribuzione di sostanze.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to