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Milano riduce lo spreco alimentare: una rete che trasforma le eccedenze in risorsa sociale

04/02/2026

Milano riduce lo spreco alimentare: una rete che trasforma le eccedenze in risorsa sociale

Nel 2025 Milano ha consolidato una delle esperienze più strutturate e mature nel contrasto allo spreco alimentare urbano. Gli otto Hub Aiuto Alimentare attivi in città – Isola, Lambrate, Gallaratese, Foody Zero Sprechi, Centro, Selinunte, Loreto e Cuccagna – hanno recuperato complessivamente 1.057 tonnellate di cibo, pari a oltre due milioni di pasti equivalenti, redistribuiti a circa 18mila famiglie in condizione di fragilità. Un risultato che segna un incremento superiore al 32% rispetto all’anno precedente e che racconta un lavoro quotidiano costruito su logistica, relazioni territoriali e responsabilità pubblica.

A emergere non è soltanto la dimensione quantitativa dell’intervento, ma la capacità di trasformare un problema sistemico in una risposta organizzata e replicabile, capace di incidere sul fronte della povertà alimentare e, allo stesso tempo, di ridurre l’impatto ambientale legato allo spreco.

Una rete cittadina che unisce politiche pubbliche e Terzo settore

Il modello degli Hub Aiuto Alimentare si fonda su una collaborazione stabile tra amministrazione comunale, enti del Terzo settore, mondo della ricerca e operatori economici. A guidare l’impianto strategico è il Comune di Milano, che ha fatto della food policy uno degli assi portanti delle proprie politiche urbane.

Come ha sottolineato la vicesindaca con delega alla Food Policy Anna Scavuzzo, il recupero delle eccedenze non riguarda solo il cibo, ma le persone e le famiglie che ne beneficiano, all’interno di un sistema che cresce per estensione e qualità degli interventi. La rete degli hub si avvale del contributo di fondazioni come Cariplo e Snam, del supporto scientifico del Politecnico di Milano per il monitoraggio degli impatti e della collaborazione con quasi cinquanta punti vendita della grande distribuzione e del commercio di prossimità.

Un ruolo rilevante è svolto anche dal dialogo internazionale avviato grazie a partnership come quella con The Earthshot Prize, che ha contribuito a rafforzare la visibilità e la solidità del progetto.

Le scuole come presidio di prevenzione e educazione alimentare

Accanto alla redistribuzione delle eccedenze, il lavoro nelle scuole rappresenta uno dei pilastri dell’azione cittadina. In collaborazione con Milano Ristorazione, il Comune ha rafforzato nel 2025 i programmi di prevenzione dello spreco e di educazione alimentare, puntando su interventi concreti e misurabili.

Il progetto “Sacchetto Salvamerenda – Io non spreco” ha consentito, nei primi quattro mesi dell’anno scolastico 2025/26, la distribuzione di oltre 19.300 sacchetti in 86 scuole, permettendo agli alunni di portare a casa pane e frutta non consumati in refettorio. Numeri che si aggiungono a quelli dell’anno precedente, quando l’iniziativa aveva coinvolto 117 scuole.

Sul fronte del recupero strutturato delle eccedenze, la collaborazione con il Banco Alimentare della Lombardia – Siticibo ha portato al recupero, nel solo 2025, di oltre 17 tonnellate di pane e circa 40 tonnellate di frutta da più di cinquanta scuole, redistribuite a enti caritativi del territorio.

Particolarmente significativo è stato l’avvio del progetto pilota CARE, all’interno del programma europeo CULTIVATE, che ha introdotto l’uso delle cargo bike per il recupero delle eccedenze. Un’innovazione logistica che ha consentito di recuperare oltre 3mila chilogrammi di pane e frutta in 18 scuole e che, successivamente, è stata estesa anche ad alcuni hub cittadini.

Milano laboratorio internazionale di food policy contro lo spreco

L’esperienza milanese si colloca in un contesto di confronto globale grazie al Milan Urban Food Policy Pact, che riunisce 340 città firmatarie. Durante il Global Forum tenutosi a Milano nell’ottobre 2025, il tema dello spreco alimentare è stato centrale, con l’assegnazione dei Milan Pact Awards a città europee, americane e asiatiche per le politiche più innovative e inclusive.

Nei primi mesi del 2026 è stata inoltre ufficializzata la collaborazione del Patto con la FAO per programmi di formazione e rafforzamento delle competenze rivolti alle città dell’area Asia-Pacifico e dell’America del Sud. Un passaggio che conferma Milano come osservatorio privilegiato sulle pratiche urbane di contrasto allo spreco, capace di esportare modelli e costruire alleanze durature.

I dati del 2025 restituiscono l’immagine di una città che ha scelto di affrontare lo spreco alimentare come questione strutturale, trasformando le eccedenze in una risorsa stabile per il territorio e in un punto di riferimento per il dibattito internazionale sulle politiche alimentari urbane.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to