Milano investe sulle STEM: “Impresa in classe” per orientare le scelte delle scuole medie
03/02/2026
Il Comune di Milano rinnova il proprio impegno sull’educazione tecnico-scientifica aderendo, per il secondo anno consecutivo, alla Settimana nazionale delle discipline STEM 2026. Un’adesione che si traduce in un progetto mirato, pensato per intercettare ragazze e ragazzi nel momento più delicato dell’orientamento scolastico: quello che precede la scelta delle superiori. Dal 2 al 5 febbraio, l’Assessorato allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di via della Commenda, porta nelle classi seconde l’iniziativa “Impresa in classe”, nell’ambito del Patto per il lavoro.
L’obiettivo è concreto: mostrare come matematica, informatica, scienze e tecnologia non siano materie astratte o riservate a pochi, ma competenze vive, decisive per le professioni del presente e del futuro. A farlo non sono lezioni frontali, bensì testimonianze dirette di professioniste e professionisti che lavorano ogni giorno in contesti ad alto contenuto scientifico e tecnologico.
Role model e orientamento precoce
Nelle aule incontrano oltre 200 studentesse e studenti specialisti provenienti da 13 aziende e tre associazioni di categoria, tra cui Samsung, ATM, Edison, A2A, Fastweb con Vodafone, Amazon Web Services, Nestlé, L’Oréal Italia, Pomellato, Amgen e Rold, affiancati da Unione Artigiani, Confcommercio Milano e Assolombarda con il progetto STEAMiamoci.
Il metodo è quello del role model: raccontare percorsi di studio, errori, svolte e competenze realmente utilizzate sul lavoro, per rendere tangibile il legame tra scuola e professioni. Un approccio che aiuta a scardinare stereotipi di genere e a rendere accessibili opportunità spesso percepite come lontane.
Colmare il divario di genere e di competenze
A spiegare la ratio dell’iniziativa è l’assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro Alessia Cappello: intervenire a 12-13 anni significa parlare di STEM quando le scelte non sono ancora cristallizzate. I numeri, del resto, impongono una riflessione: in Italia le iscrizioni ai percorsi scientifico-tecnologici non crescono e il gender gap resta marcato. Anche a Milano, città dell’innovazione e delle università d’eccellenza, su 93mila persone con competenze STEM solo 32mila sono donne.
L’iniziativa si inserisce quindi in una strategia più ampia che mira a rafforzare il capitale umano locale, in coerenza con un mercato del lavoro che domanda competenze scientifiche, digitali e ingegneristiche sempre più avanzate.
La scuola come ponte verso il futuro
Dal punto di vista educativo, il progetto arricchisce l’offerta formativa dell’istituto. La dirigente scolastica Rosalia Di Nardo sottolinea come vedere gli studenti progettare, misurare e sintetizzare con strumenti digitali confermi la direzione intrapresa: una scuola che non si limita a trasmettere saperi, ma che ispira, orienta e prepara alle sfide che attendono le nuove generazioni.
“Impresa in classe” dimostra come la collaborazione tra amministrazione, scuola e imprese possa produrre un orientamento più consapevole e inclusivo. Un investimento che non riguarda solo il futuro professionale di ragazze e ragazzi, ma la capacità stessa di Milano di rimanere competitiva, innovativa e socialmente equa negli anni a venire.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to