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Milano inaugura l’Olimpiade Culturale con la grande retrospettiva sui Macchiaioli

03/02/2026

Milano inaugura l’Olimpiade Culturale con la grande retrospettiva sui Macchiaioli
Foto di Palazzo Reale di Milano

Nel 2026, mentre l’Italia si prepara ad accogliere il mondo per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina, Milano sceglie di affiancare allo sport un altro grande racconto identitario: quello della cultura. Nasce così l’Olimpiade Culturale, che prende avvio a Palazzo Reale con una vasta retrospettiva dedicata ai Macchiaioli, uno dei movimenti più rivoluzionari della pittura europea dell’Ottocento. Oltre cento opere ricostruiscono un’esperienza artistica che fu anche politica e civile, profondamente intrecciata agli ideali del Risorgimento e alla formazione dell’Italia unita.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Milano, si propone di offrire ai visitatori internazionali una chiave di lettura essenziale per comprendere l’identità culturale del Paese. I Macchiaioli, prima ancora degli Impressionisti francesi, ruppero con l’accademia, scegliendo la pittura en plein air, la luce naturale e la vita quotidiana come terreno di sperimentazione. Una frattura radicale che segnò l’ingresso dell’arte italiana nella modernità.

Una rivoluzione pittorica prima dell’Impressionismo

A sottolineare il valore storico della mostra è l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, che richiama il primato italiano nella rottura con i canoni accademici. I Macchiaioli non furono soltanto innovatori formali: la loro pittura incarnava una visione morale e civile, in sintonia con le aspirazioni di un Paese che cercava unità e libertà. In questo senso, la retrospettiva milanese celebra una pagina fondativa della storia dell’arte europea, restituendo centralità a un’esperienza spesso letta in chiave solo nazionale.

La mostra “I Macchiaioli” è prodotta da Palazzo Reale insieme a 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Civita Mostre e Musei, ed è curata da tre tra i massimi studiosi del movimento: Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca. Il progetto espositivo rappresenta un momento di rilettura critica e di valorizzazione scientifica di un capitolo decisivo dell’arte italiana.

Un dialogo tra musei, collezioni e cinema

In programma dal 3 febbraio al 14 giugno 2026, la retrospettiva coinvolge come prestatori alcuni dei più importanti musei italiani: l’Pinacoteca di Brera, le Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti, la Galleria d’Arte Moderna di Milano, la GAM Torino e il Museo Civico Giovanni Fattori, accanto a numerose collezioni private. Il partenariato dell’Istituto Matteucci rafforza ulteriormente il profilo scientifico dell’iniziativa.

Il percorso ricostruisce l’arco cronologico che va dal 1848 al 1872, anno della morte di Giuseppe Mazzini, figura di riferimento per molti di questi artisti. Attraverso le opere di Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati e Raffaello Sernesi, emergono personalità diverse ma unite da una tensione comune verso il rinnovamento.

Tra i capolavori esposti spicca La toilette del mattino di Signorini, opera che fu di Arturo Toscanini e che, insieme ai dipinti militari di Fattori, ispirò il film Senso (1954) di Luchino Visconti. Questo legame tra pittura, collezionismo e cinema viene approfondito in un video realizzato appositamente per la mostra da 3D Produzioni, a testimonianza di come l’eredità dei Macchiaioli continui a dialogare con altri linguaggi e a interrogare la nostra memoria collettiva.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to