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Milano Cortina 2026, tavola rotonda a Palazzo Pirelli su sport e accessibilità

16/01/2026

Milano Cortina 2026, tavola rotonda a Palazzo Pirelli su sport e accessibilità
“<a href="https://www.flickr.com/photos/lucagalli/8815739879" title="Pirellone">Pirellone</a>” by <a href="https://www.flickr.com/photos/lucagalli/">Luca Galli</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.en" rel="license noopener noreferrer">CC BY 2.0</a>

Milano, 15 gennaio. A poco più di un anno dai Giochi, il tema dell’eredità paralimpica torna al centro del confronto istituzionale: non come cornice retorica, ma come domanda pratica su ciò che resterà davvero a Milano e al territorio in termini di inclusione, servizi e cultura sportiva. Domani, venerdì 16 gennaio, a Palazzo Pirelli, si terrà la tavola rotonda “Milano Cortina 2026, lo sport che educa, l’accessibilità oltre i Giochi Paralimpici”, promossa dalla senatrice Giusy Versace.

All’incontro interverranno il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e il sottosegretario regionale con delega a Sport e Giovani Federica Picchi. L’obiettivo dichiarato è delineare i valori educativi e le opportunità che i Giochi Paralimpici possono lasciare in eredità alla città e al suo tessuto sociale, spostando l’attenzione dalle sole infrastrutture al modo in cui lo sport riesce a cambiare abitudini, spazi e mentalità.

Relatori e taglio dell’evento: istituzioni sportive e territorio

La tavola rotonda vedrà la partecipazione, tra gli altri, di figure di vertice dello sport lombardo: il presidente del CONI Lombardia Marco Riva, il presidente del CIP Lombardia Pierangelo Santelli e il presidente del CSI Milano Massimo Achini. Ad aprire e chiudere i lavori sarà Giusy Versace, che ha voluto costruire un momento di confronto orientato a risultati e prospettive, non a slogan.

Il titolo scelto mette al centro due parole che, nella pratica, devono camminare insieme: educazione e accessibilità. La prima rimanda a scuola, giovani, associazionismo sportivo, e a tutto ciò che rende lo sport uno spazio di crescita e non solo di prestazione. La seconda chiama in causa barriere fisiche e culturali, trasporti, impianti, servizi e la capacità di rendere davvero fruibili, anche dopo l’evento, luoghi e opportunità.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to