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Milano, affluenza al 65,13% per il referendum: voto regolare e boom di tessere elettorali rilasciate

24/03/2026

Milano, affluenza al 65,13% per il referendum: voto regolare e boom di tessere elettorali rilasciate

Si sono concluse alle 15 le operazioni di voto per il referendum costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, e a Milano il dato che emerge con più evidenza è quello della partecipazione. L’affluenza, ancora parziale perché basata su 857 sezioni esaminate su 1.249, si attesta al 65,13% su un totale di 951.417 elettrici ed elettori aventi diritto.

Un risultato significativo, che restituisce l’immagine di una città presente all’appuntamento elettorale e di una macchina organizzativa comunale chiamata ancora una volta a uno sforzo considerevole.

Le operazioni di voto si sono svolte regolarmente nelle 1.249 sezioni allestite in 162 sedi scolastiche distribuite sul territorio cittadino, senza particolari criticità. Un elemento che, sul piano amministrativo, ha un peso non secondario, soprattutto se si considera la frequenza con cui Milano è stata chiamata alle urne negli ultimi anni.

L’ordinato svolgimento delle operazioni conferma infatti una capacità organizzativa ormai consolidata, costruita attraverso l’esperienza maturata consultazione dopo consultazione.

Un’affluenza alta e un impegno organizzativo imponente

Nel corso delle giornate di domenica 22 e lunedì 23 marzo, il Comune ha attivato un sistema straordinario di supporto per agevolare la partecipazione al voto. Sono rimasti aperti l’Ufficio Elettorale di via Messina 52/54, il salone centrale di via Larga 12 e le sedi anagrafiche decentrate, così da consentire il rilascio delle tessere elettorali e delle carte di identità urgenti.

Il dato sulle tessere è particolarmente eloquente. Dal 1° febbraio a oggi ne sono state rilasciate 71.935, un numero che segna un aumento del 69% rispetto allo stesso periodo del referendum dell’anno scorso, quando il Comune ne aveva emesse 42.375, e addirittura del 95% rispetto al settembre 2022, in occasione delle elezioni politiche, quando si erano fermate a 36.866. Numeri di questa portata raccontano da soli la pressione esercitata sugli uffici e la necessità di una risposta amministrativa pronta ed efficiente.

L’organizzazione della consultazione ha coinvolto 3.747 scrutatori, 1.249 presidenti di seggio e altrettanti segretari, oltre al personale comunale impegnato nel coordinamento e nell’assistenza, in collaborazione con le Forze dell’Ordine. A questo si è aggiunto, come previsto in ogni appuntamento elettorale, il lavoro dedicato al voto assistito e domiciliare per le persone più fragili, insieme alle misure necessarie a garantire l’accessibilità delle sezioni.

Il Comune rivendica l’efficienza e chiede più tutele per chi lavora ai seggi

Nel commentare i dati, l’assessora ai Servizi civici Gaia Romani ha espresso soddisfazione per l’alta partecipazione e per la tenuta complessiva dell’organizzazione comunale.

Il passaggio politicamente più significativo delle sue dichiarazioni riguarda proprio la continuità dello sforzo sostenuto dalla città: in quattro anni e mezzo, questo rappresenta già il sesto appuntamento elettorale affrontato dall’amministrazione milanese. Una frequenza che restituisce bene la dimensione del lavoro richiesto a strutture, uffici e personale.

Romani ha sottolineato come una simile intensità di consultazioni avrebbe potuto produrre difficoltà, ma abbia invece spinto il Comune a migliorare progressivamente il proprio assetto organizzativo, facendo tesoro delle esperienze precedenti. Il risultato, secondo l’assessora, è un sistema più rodato e capace di reggere anche numeri particolarmente elevati, come dimostra il forte aumento delle tessere elettorali rilasciate.

Nelle sue parole c’è però anche una rivendicazione precisa: la richiesta di un adeguamento dei compensi per chi presta servizio ai seggi. Un tema che torna periodicamente nel dibattito pubblico e che, alla luce del carico organizzativo e della continuità delle consultazioni, l’amministrazione considera ormai non più rinviabile.

Romani ha inoltre richiamato il nodo del mancato voto ai fuori sede, definendolo un’occasione persa, mentre ha espresso soddisfazione per due novità considerate rilevanti sul piano civile e amministrativo: l’introduzione del registro unico e l’abolizione del cognome del marito per le donne coniugate.

Nel complesso, il dato milanese consegna il quadro di una città che ha risposto con partecipazione a una consultazione delicata e di un’amministrazione che rivendica la solidità della propria macchina elettorale. L’attenzione, adesso, si sposterà inevitabilmente sull’esito definitivo del voto, ma già da queste ore emerge un elemento chiaro: la partecipazione è stata alta e il funzionamento dell’organizzazione comunale ha retto a un’altra prova complessa.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.