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Lombardia rafforza la rete dei defibrillatori: nuove regole e più formazione per i cittadini

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di Redazione

12/11/2025

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Ogni anno in Italia circa 60.000 persone muoiono per arresto cardiaco improvviso. Intervenire nei primi minuti è decisivo, e l’utilizzo del defibrillatore può aumentare le probabilità di sopravvivenza fino al 6% ogni sessanta secondi. Con questo obiettivo la Regione Lombardia ha approvato, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, una nuova delibera che aggiorna le “Indicazioni regionali sull’uso dei DAE e sui progetti di defibrillazione precoce”, redatta da AREU – Agenzia Regionale Emergenza Urgenza.

Defibrillazione precoce e cittadinanza attiva

Il provvedimento recepisce le più recenti linee guida internazionali ERC e AHA, aggiornando le disposizioni lombarde in materia di soccorso extraospedaliero. Il testo chiarisce che ogni cittadino può usare un DAE, anche senza formazione specifica, seguendo i comandi vocali dell’apparecchio e le istruzioni fornite dal 118.
La delibera distingue tre livelli di abilitazione: obbligatoria per soccorritori e personale sanitario, fortemente raccomandata per chi opera in contesti sportivi, raccomandata per studenti e personale scolastico.

Rete, tecnologia e prevenzione

Obbligatoria la presenza di DAE in impianti sportivi, aeroporti, musei, centri commerciali e luoghi di grande afflusso. Il sistema regionale si basa sulla piattaforma PADDLES, che mappa oltre 22.000 defibrillatori pubblici e invia alert per la manutenzione periodica.
“La formazione dei cittadini può fare la differenza tra la vita e la morte”, ha dichiarato Bertolaso, annunciando che sono già 475.000 i laici formati BLSD e 23.000 i DAE censiti.
Nel 2024 i DAE sono stati utilizzati nel 25% dei casi di arresto cardiaco in luogo pubblico, a conferma di una rete sempre più efficiente e capillare.

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