Legambiente si schiera contro l'affare San Siro: un appello per ripensare le priorità di Milano
di Redazione
09/09/2025
Milano si prepara a un fine settimana di mobilitazione, con il corteo del 6 settembre che vedrà scendere in piazza cittadini e associazioni per difendere l'area di San Siro da progetti che, secondo molti, privilegiano interessi privati a scapito di una visione urbana più ampia. Legambiente Lombardia ha annunciato la sua partecipazione attiva, marciando dietro lo striscione "Giù le mani da San Siro", un simbolo che racchiude anni di dibattiti su come bilanciare lo sviluppo sportivo con le esigenze ambientali e sociali della metropoli.
Barbara Meggetto, presidente dell'associazione, ha espresso con chiarezza le perplessità su un accordo che appare sempre più scollegato dalle urgenze reali della città; un'intesa che, anziché risolvere problemi strutturali, rischia di ipotecare il futuro di un quartiere iconico senza garanzie concrete per i residenti.
Le ragioni della protesta: oltre lo stadio, una città da riprogrammare
Legambiente non limita la sua critica a un semplice rifiuto del progetto stadio, ma la inquadra in un contesto più vasto, dove l'agenda milanese sembra bloccata da troppo tempo su un'unica questione, quella dell'impianto sportivo, trascurando emergenze come la mobilità sostenibile, la transizione energetica e la lotta agli effetti del cambiamento climatico. L'associazione sottolinea come Milano, con la sua densità urbana e le sfide ambientali crescenti - dall'inquinamento atmosferico alla scarsità di spazi verdi - necessiti di un ripensamento globale delle sue funzioni; un processo che dovrebbe coinvolgere tutti gli attori, dalle istituzioni ai cittadini, per garantire un benessere diffuso piuttosto che benefici concentrati su pochi operatori del settore calcistico. Il comunicato stampa diffuso dall'associazione invita a sospendere quella che definisce "l'ennesima partita di risiko immobiliare", un'espressione che evoca l'immagine di un gioco di potere dove le incognite superano i vantaggi tangibili; interessi esterni, pressioni economiche e una mancanza di trasparenza rendono, secondo Meggetto, il terreno decisionale instabile e potenzialmente dannoso per l'intera comunità.Verso un dibattito aperto: la richiesta di trasparenza e partecipazione
La proposta di Legambiente va oltre la mera opposizione, puntando a un dialogo pubblico e partecipato che esplori opzioni alternative per l'area di San Siro, ridimensionando le aspettative delle società sportive e aprendo a soluzioni che integrino verde pubblico, inclusione sociale e qualità dello spazio urbano. L'amministrazione milanese, guidata dal sindaco Beppe Sala, viene chiamata a recuperare credibilità attraverso un confronto non polarizzato, che metta al centro il futuro della città nel suo complesso; un futuro che, per essere sostenibile, deve affrontare con energia le disparità sociali, la sicurezza e l'attrattiva per imprese e residenti. Partecipando al corteo, Legambiente intende amplificare questa voce collettiva, ricordando che progetti come quello su San Siro non possono essere isolati dal tessuto urbano più ampio, ma devono inserirsi in una strategia complessiva capace di rispondere ai bisogni reali di una Milano in evoluzione. In un momento in cui la città affronta pressioni demografiche e ambientali intense, sospendere l'accordo potrebbe rappresentare l'opportunità per un reset necessario, dove le priorità non siano dettate da urgenze immediate ma da una pianificazione lungimirante e condivisa.Articolo Precedente
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